Tutti i colori del buio: intervista agli Abysmal Grief

abysmal grief

We Lead the Procession” è la prima raccolta pubblica dai genovesi Abysmal Grief, quesi vent’anni di onorata carriera nell’underground. Ne parliamo con Regen Graves, fondatore e leader storico del gruppo ligure.

Si dice che la pubblicazione di un greates thits (in questo caso una raccolta di rarità) sia per una casa discografica il momento della raccolta fondi, per un musicista un momento di riflessione. “We Lead the Procession” ti ha dato modo di fermarti, guardarti indietro e fare un bilancio sulla storia degli Abysmal Grief?

A esser sincero non credo che le case discografiche con cui abbiamo collaborato in tutti questi anni abbiano mai avvertito il bisogno di inventarsi qualcosa di più per raccogliere fondi, possono considerarsi tutti più che soddisfatti delle normali vendite dei nostri dischi… “We Lead the Procession” è una raccolta di materiale inedito, quindi un qualcosa di completamente nuovo, pur contenendo qualche versione live o demo, e ritengo che vada considerato solamente come una specie di regalo per tutti coloro che ci seguono dagli inizi, e che hanno davvero capito la filosofia musicale, estetica  e artistica che da sempre muove questo progetto. Non ci siamo fermati e non abbiamo fatto alcun “punto della situazione”, se è questo che intendi dire. I bilanci li facciamo quasi quotidianamente e in modo del tutto personale, credo sia una buona abitudine.

Qualcuno potrebbe prenderlo come un atto autocelebrativo, ma voi non lo siete mai stati.

Precedentemente no, ma negli ultimi anni, avendo avuto la possibilità di suonare più spesso in giro e confrontandoci con altre realtà musicali italiane e non, abbiamo preso piena coscienza di quello che avevamo fatto fino a quel momento, e il risultato per me è stato comporre il testo di Lords of The Funerals per l’album “Feretri”, una canzone questa piuttosto esplicativa riguardo a quello che penso degli Abysmal Grief: ritengo che attualmente tu non possa trovare alcun gruppo che da quasi 20 anni si muove con una costanza, una credibilità e una coerenza stilistica e concettuale al pari di noi, ad esclusione dei Mortuary Drape, quindi non vedo per quale motivo dovremmo atteggiarci da modesti. Nessun altro è in grado di “guidare la processione” con più autorità degli Abysmal Grief, e ciò deve esser chiaro per tutti.

Non stupisce la cover di Profanation contenuta nella raccolta. Nel 2000 omaggiaste i Death SS, insieme ad altri gruppi, nel tributo “Beyond the Realm of Death SS”. Tra tutti i gruppi che parteciparono, secondo me, siete forse gli unici ad aver fatto tesoro della loro lezione. Che cosa ne pensi?

Quella compilation comprendeva pochi gruppi perfettamente in linea con la tradizione dark-sound dei Death SS (Cultus Sanguine, Malombra, Abysmal Grief) insieme ad altri che non c’entravano un cazzo ed erano lì solo per conoscenze (gli inutili Stormlord) o perché in quel periodo tiravano un po’ di più (Internal Void, Church of Misery). Non ho più ascoltato quella compilation, ma ritengo che il nostro brano sia in effetti il più azzeccato, soprattutto per quanto riguarda il sound e l’atmosfera creata. E pensa che all’inizio non piacque neppure allo staff della Black Widow, che voleva escluderlo dalla raccolta e ci aveva addirittura chiesto di riregistrarlo meglio! Non credo però che ciò sia una colpa dei singoli gruppi, ma del fatto che all’epoca in cui è stata ideata questa compilation (1998/99) erano davvero in pochi ad interessarsi a certe sonorità… Oggi una compilation di tributo ai Death SS potrebbe contenere tranquillamente anche una trentina o più di bands, molto più valide e ascoltabili di quelle presenti su “Beyond the Realm…”. Gli anni ’90 musicalmente sono stati una merda.

Che mi dici, invece, della cover dei Bathory? Un gruppo apparentemente lontano da quello che è il vostro suono.

Non direi. Per anni sono stati in molti a sostenere che negli Abysmal Grief si sente una “matrice prog/seventies” (!), ma secondo me sono tutte cazzate, allora come oggi. Tutti noi preferiamo ascoltare Bathory, Venom o primi Mayhem piuttosto che nomi come Le Orme, PFM o Genesis. Sinceramente non ho mai ascoltato neanche una canzone di certi gruppi, e mi sono sempre e solo dedicato a sonorità oscure e con una forte componente esoterica, sia che si parli di doom, dark, ambient o black-metal. Se poi a questo ci aggiungi il fatto che io ho cominciato ascoltando e suonando punk, puoi perfettamente capire come l’immediatezza e la semplicità di canzoni come Raise the Dead dei Bathory siano molto più in linea con il nostro background musicale di tantissimi altri gruppi a cui siamo stati erroneamente accomunati nel corso degli anni.

Sbaglio o il 2013 è stato il vostro anno più prolifico sotto il profilo concertistico, in Italia e all’estero?

Direi di si, ma è solo l’inizio.

Oltre alla benemerita Horror Record che stampa da sempre i vostri lavori in vinile, dall’uscita di “Feretri” avete iniziato a pubblicare anche per la nostrana Terror from Hell, interrompendo così sodalizio con la Black Widow.

Sì, non voglio scendere nei particolari ma posso dirti che il percorso con la Black Widow ha avuto il suo normale sviluppo e una sua naturale conclusione. Ora con la TFH le cose stanno andando come devono andare, e siamo soddisfatti così.

Per la copertina del vostro ultimo album, “Feretri”, avete scelto un fotogramma del film “La dama rossa uccide sette volte”, seconda incursione di Emilio P. Miraglia nel cinema horror.

La scelta di quella copertina è stata del tutto casuale. È semplicemente capitato che ho trovato su una bancarella dell’usato il dvd originale e me lo sono riguardato dopo tanto tempo, e il mio occhio si è come bloccato su quel fotogramma. In realtà (ma questo credo lo si sia capito ascoltando il disco) non c’è nessun riferimento nel nostro album al film di Miraglia, e soprattutto nessun intento di seguire la massa di “adoratori del vintage” che intasa la scena doom/occult/stoner al giorno d’oggi.

“Feretri” è stato eletto “disco del giorno” sul sito del noto festival Roadburn. Non c’è mai stata l’occasione di parteciparvi?

Sì, purtroppo sono già due o tre anni che Walter, l’organizzatore del festival, ci contatta per partecipare, ma mi sono sempre trovato a dover rifiutare a malincuore la sua richiesta per l’impossibilità di usare candele e macchina del fumo all’interno del locale in cui si svolge il festival. Come tu sai l’atmosfera in un concerto degli Abysmal Grief è la parte più importante, e senza la nostra scenografia completa dobbiamo rinunciare anche a proposte molto allettanti come questa…

Che cosa pensate di un gruppo come i Ghost che punta tanto su un’immagine forte e testi a base di occultismo e satanismo?

Bellissimo il primo disco, dopodichè solo tanta risonanza e soldi in breve tempo. L’Occultismo si muove più lentamente…

Demetra Sine Die, Varego, Mope… Genova continua a essere la città delle ombre?

Decisamente si, dai Malombra in poi la situazione non è mai cambiata. E ti invito a tenere d’occhio anche  i prossimi lavori di gente come Soul of Enoch o Tony Tears… Non ne rimarrai deluso.

Marco Gargiulo

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