Artemoltobuffa – Las Vegas nel bosco

Artemoltobuffa - Las Vegas nel bosco

Artemoltobuffa - Las Vegas nel boscoA sette anni di distanza dall’ultimo lavoro, “L’aria misteriosa”, torna sulla scena Artemoltobuffa, al secolo Alberto Muffato. Il cantautore veneto, coadiuvato da Fabio de Min dei Non voglio che Clara, realizza un album, “Las Vegas nel bosco”, introspettivo e poetico, naturale evoluzione del disco precedente, lontano quasi un decennio, tra cantautorato, folk e pop. Muffato cerca e trova la magia in contesti familiari, situazioni quotidiane, dando forma a testi pittoreschi e mai banali.

Si apre con Il bello delle onde, dolce riflessione sul concetto di diversità scaturita dall’osservazione del moto ondoso dall’alto di una scogliera. E l’album scorre piacevole, fluido. Se è vero che è difficile trovare un brano in grado di spiccare fra gli undici, è altrettanto evidente come nessuno di questi meriti un clic sul tasto “skip”. In questa sorta di mix tra Luigi Tenco, Perturbazione e Samuele Bersani, è facile apprezzare testi e sound in grado di oscillare tra eleganti riflessioni sui piccoli problemi della vita di tutti i giorni (Tenere assieme) e I terrapieni, in cui Muffato dipinge uno scenario suburbano, fatto colonne di fumo e colori sbiaditi, con l’acustica che descrive perfettamente la sensazione di malinconia generata dal brano. Ma “Las Vegas nel bosco” non è solo questo, affatto: è un flusso di emozioni, un continuo susseguirsi di sensazioni che spaziano dalla spensieratezza dell’orecchiabile Fino a lunedì fino all’ironia pungente ma sottile di Sentimento scaligero.

Se anche voi avete pensato potesse trattarsi d’un canto d’amore alla terra natale dell’artista, vi sbagliate: non c’è nulla di tutto questo, perché il cantautore si serve di un equivoco (il titolo, appunto) per giocare e raccontare i fraintendimenti tipici dell’amore. C’è infine spazio per una cover di Grace Cathedral Park dei Red House Painters poco prima che l’album si chiuda con un divertente inno alla “cocciutaggine”, I testoni, una bella chiusura per un album di valore, che sicuramente ripaga la lunga attesa a cui Alberto Muffato ci ha costretti.

Piergiuseppe Lippolis

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