Sick Tamburo – Senza vergogna

Sick Tamburo - Senza vergogna

Sick Tamburo - Senza vergognaAi Sick Tamburo va indubbiamente riconosciuta una peculiarità da non poco conto: il fatto di essere, di disco in disco, fautori di un continuo progresso, in fatto di sound, struttura, espedienti adoperati tra una composizione e l’altra. Un insieme di obiettivi sempre da portare a compimento per tentare di districarsi dall’abisso della ripetitività, nella sua peggiore accezione. Se il più che buono “A.I.U.T.O.“, rispetto al deboluccio album d’esordio, ha dato dimostrazione di ciò, per la costola dei Prozac+ formata da Elisabetta Imelio (Boom Girl) e Gian Maria Accusani (Mr. Man) “Senza vergogna“, terza fatica in studio dopo il side-project Hardcore Tamburo, può essere visto come il lavoro maggiormente riuscito, oltre che un punto di rottura che vede la voce della prima quasi interamente assente, a discapito della seconda. Apparentemente un difetto, ma al contempo tale da non intaccare la forza del disco, riscontrabile in arrangiamenti sempre coinvolgenti e trascinanti, conciliati da liriche funzionanti: le lievi reminescenze melodiche della band madre del singolo Il fiore per te (forse l’ideale seguito de La mia mano sola in chiave maggiormente pop?), la marzialità di Qualche volta anch’io sorrido, le vibrazioni elettroniche di L’uomo magro, il delirium tremens di Ho bisogno di parlarti, i riff assassini di Niente ti dipinge di blue, l’ebbrezza punk-rock di Quando bevo, oltre che un’intricatezza e versatilità da parte della sezione ritmica riscontrabile nella cadenzata Se muori tu e Pensiero. Il fatto che stavolta non sia presente neanche un riempitivo comprova come il percorso dei Sick Tamburo stia fruttando quanto dovuto. Ed è giusto che continui così, senza vergogna, appunto.

Gustavo Tagliaferri

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