Dani Male – SMAiLA

Dani Male - Smaila

Dani Male - SmailaSi può essere sfatti, trasandati, lunatici, ma, si sa, l’abito non sempre fa il monaco, perché le intuizioni funzionanti, quando si è responsabili della propria Musica Sbagliata, ce ne possono essere a iosa. Specialmente se ci si chiama Dani Male e una volta dato luogo a “Trauma turgido” non si smette mai di procedere nella propria missione. In virtù di un ritorno sancito con un disco come questo “SMAiLA“, pertanto, non c’è Umberto che tenga, bensì un’ulteriore prova dell’essenza di un personaggio tanto accostabile, di primo acchito, al Bugo prima maniera quanto al contempo lontano da esso. Dall’effetto Skiantos di una Mi stai sul callo che torna prepotentemente in auge dalla prima resa effettuata con la band di sempre, i Black Sabani, è un continuo susseguirsi di momenti che sono degli autentici bijoux: Corteccia è un atipico piano-rock che continua là dove aveva lasciato intendere La mitomania e che lascia la strada spianata alle visioni bambinesche di Cammello, Iggy è un twist a tutto spiano, Semaforo ha un allegro approccio simil-death-metal, alla Atroci, come a sua volta il rock’n’roll, istantaneo e countryggiante in Flanella, contaminato dalle influenze surf in Nauseato, a loro volta prossime al reggae di La borraccia, il contatto con la corrente pop che passa dal nichilismo di Fuori c’è il sole alla leggerezza di Bolle di cartilagine, fino ad una Vampira violenta e raffinata, a metà tra Pulp e Baustelle, senza contare le incursioni noiseggianti (Syd) che si evolvono in allucinati meltin’ pot in cui si riversa un po’ tutto del Beck di “Mellow Gold”, come nel caso di Preghiera. Uno spirito, quello di Dani Male, vivo e vegeto, che ha in “SMAiLA” probabilmente la rappresentazione maggiormente riuscita della propria irresistibile follia.

Gustavo Tagliaferri

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