Têtes de Bois – Extra

Têtes de Bois - Extra

Têtes de Bois - ExtraIl primo amore non si scorda mai: così dicono. Chiedetelo ai Têtes de Bois e vi risponderanno che è vero. Almeno artisticamente parlando. Dodici anni dopo “Ferré, l’amore e la rivolta”, i capitolini ritornano a misurarsi con il mai troppo celebrato Leo Ferré, senza rimanerne invischiati. Il risultato? “Extra, un disco denso, traboccante poesia, in cui la singola parola si carica di una forza incontenibile, anarchica, ma allo stesso tempo passionale. Carnale. L’amore e la rivolta, appunto. Di nuovo, ancora una volta. Umilmente. E necessariamente, data l’attualità la provocatorietà e la bellezza cristallina dei versi di Ferré. Per esempio: “La marea nel mio cuore/Mi risale come un segno/Muoio del mio primo amore/Del mio illusorio sogno”. Oppure: “Gambe allungate a catturare/Gli sguardi ansiosi di vedere/La carne a onde come il mare/Sul pentagramma del piacere”. E ancora: “Io vedo il mondo come qualcosa di incredibile/L’incredibile è ciò che non si può vedere/[…]Minatori che scavano nella loro apatia/Reggiseni per gatti e degli industriali/ Che lavorano per gli operai della Fiat”. Versi che, nella loro resa in italiano, esaltano il lavoro dei traduttori e che, nonostante tradurre sia un po’ come tradire, conservano una musicalità pazzesca, esaltata da un abito sonoro elegante, appassionato e vibrante – come quello cucito su misura a Tango, uno scritto inedito di Ferré privo di musica – che segna il confine tra la cover band e chi invece veste i panni del divulgatore. Come fanno Andrea Satta e compagni, benedetti dalla famiglia Ferré e ispirati dal pianoforte, quello udibile in queste 11 tracce, che fu di monsieur Leo. Bravo!

Christian Gargiulo

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