Winter Severity Index – Slanting Ray

winter severity index - slanting ray

winter severity index - slanting raySe si dovesse ragionare in termini di stadi di evoluzione per quel che riguarda determinati progetti relativi alla dimensione wave made in Italy, appare evidente come la romana Simona Ferrucci e la sua creatura Winter Severity Index, nel passaggio tra l’omonimo EP d’esordio e il successivo “Survival Rate“, abbiano fatto continui passi da gigante, frutti di una continua ricerca, una necessità di uscire da quel banale provincialismo che rischia di fare proprio anche un simile universo. “Slanting Ray” non è solo il primo e tanto agognato full-length, ma anche la constatazione del raggiungimento di un equilibrio che vede la stessa Ferrucci condividere il proprio viaggio con Alessandra Romeo, ideale sostituta di quella Mushy che l’aveva accompagnata fino all’anno passato. Un equilibrio dove per quanto i sempre graditissimi echi di Cure e Siouxsie and the Banshees non vengano certamente meno, vedesi episodi come la frenetica The Brightest Days o la strumentale Bianca, appaiono comunque meno marcati rispetto al passato e vengono soppiantati da composizioni in cui a risultare preponderanti sono espedienti la cui plasmabilità porta ad un suono proprio, una concezione di dark e cold-wave dove le impennate assassine di At Least the Snow, l’incisività delle linee di basso di Fishblood, lo spoken-word di Compulsion, l’introspezione di Lighting Ratio, il glaciale e seducente sassofono di Pierluigi Ferro (già con Macelleria Mobile di Mezzanotte) in Ordinary Love, ma soprattutto A Sudden Cold ed Embracing the Void, summe generali e momenti maggiormente alti dell’album, atmosfere portatrici di gelo e calore allo stesso tempo e, per mezzo dell’affascinante voce della nostra, conducenti al Nirvana. Basterebbe questo per comprendere come “Slanting Ray” sia un’opera dove la personalità delle ragazze viene delineata una volta per tutte, giungendo ad un compimento definitivo e ad una conferma del fatto che, nello stivale, quelle realtà capaci di tenere testa alle proposte d’oltreoceano esistano eccome.

Gustavo Tagliaferri

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