Nero di Marte – Derivae

nero di marte - derivae

nero di marte - derivaeCD/LP Prosthetic – 7 t.

I primi passi musicali dei Nero di Marte furono mossi sotto il nome di Murder Therapy e si orientavano soprattutto verso un death-metal un po’ tecnico e lievemente brutale, inserendosi in una sorta di revival della scena italiana in questione. Tuttavia, già da quel primo “Symmetry of Delirium” si poteva intuire qualche vago sperimentalismo, anche se sono stati i successivi singolo (Resilience) ed EP (“Molochian“) a segnare un distacco maggiormente netto dal suono iniziale e a portare il gruppo a cambiare non solo nella sostanza, ma anche nella forma. L’omonimo esordio come Nero di Marte, infatti, mostrerà già una tendenza spiccatamente post-metal, con molti spunti riconducibili all’ambient e delle chiare influenze da un gruppo all’avanguardia – e recentemente tornato alla ribalta – come i Gorguts.

Cionondimeno, la metamorfosi dei bolognesi – per dirla con le parole del comunicato stampa di quando cambiarono nome – non si è ancora arrestata. I blast beat, che in “Nero di Marte” erano ancora presenti, seppur sporadicamente, cedono sempre di più il passo ad arpeggi inquietanti, così come i passati tecnicismi lasciano spazio agli attuali accordi dissonanti. Giri di batteria meno complessi, ma più cadenzati e ritmati riescono comunque a mantenere elevata la forza d’impatto di questa ricetta parzialmente inedita, tanto che non c’è blast beat o virtuosismo che regga il confronto, in quanto a groove, con quanto presente tra la fine de L’eclisse e l’inizio di Clouded Allure. La voce di Sean Worrell si fa, se possibile, ancora più straziante e sofferente e il cantato in italiano, che si sta prendendo sempre più spazi, riesce a far immedesimare maggiormente l’ascoltatore – quantomeno quello connazionale. Ad un orecchio straniero potrebbe comunque riuscire nell’intento di far suonare più accattivante la proposta, in quanto più esotica.

“Derivae” è quindi il miglior disco che il gruppo bolognese abbia pubblicato finora, a prescindere dai Murder Therapy e dalle etichette che gli sono state affibbiate. Oltre ad essere più originale e ad allontanarsi dalla mastodontica ombra dei Gorguts – forse fin troppo presente in “Nero di Marte” – si presenta come il suggello di un cambiamento iniziato ormai quattro anni fa, la conclusione di una transizione e un vero e proprio nuovo inizio. Edoardo Giardina

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