L’onda rock dell’editoria italiana: intervista alla Tsunami Edizioni

tsunami edizioni

La Tsunami Edizioni, nata nel 2008 da un’idea di Eugenio Monti e Massimo Baroni, in pochi anni è divenuta la più importante realtà editoriale rock/metal. Ne parliamo con i due fondatori.

La Tsunami è certamente la casa editrice leader del settore. Come è nata l’idea di inserirsi nel mercato dell’editoria?

Innanzitutto, grazie per il complimento! Ma più che essere leader del settore, possiamo dire che il settore (quello dell’editoria specializzata in hard-rock e metal) ce lo siamo costruito da soli: l’idea di creare Tsunami Edizioni infatti nasce proprio da qui, dalla passione per certe sonorità e dalla volontà di portare anche in Italia i libri che ne parlano, che prima mancavano quasi del tutto dagli scaffali delle librerie e dei negozi di dischi. Entrambi avevamo già esperienza in ambito editoriale, l’abbiamo semplicemente messa a frutto per fare ciò che più ci piace e per presentarci sul mercato con un progetto serio e professionale sin da subito.

La scelta del nome, così come quella delle collane, risulta essere dinamica, giovanile e ben contestualizzata al contesto rock/metal. A chi è venuta l’idea, e quali erano le probabili alternative?

Come tutte le decisioni che riguardano Tsunami, anche questa è arrivata dopo lunghe sessioni di brainstorming, discussioni, ipotesi proposte e scartate e così via… Un po’ come quando si deve trovare il nome a una nuova band, insomma. Le alternative non ce le ricordiamo nemmeno più, ma non era comunque nulla di eclatante o significativo. Il nome Tsunami si è praticamente scelto da solo, una volta pronunciato abbiamo sentito subito che sarebbe stato quello giusto, quello che incarnava alla perfezione ciò che volevamo rappresentare. Le diverse collane sono venute di conseguenza.

Avete tagliato il traguardo dei 50 libri pubblicati, impegnandovi in un progetto che associa qualità e quantità. Quanto è gravoso, questo impegno, alla luce del fatto che siete due persone senza il dono dell’ubiquità?

Grazie per aver sottolineato un aspetto che per noi è molto importante: la qualità. Mettiamo sempre il massimo per fare in modo che i nostri libri siano di una qualità di cui andare orgogliosi, a partire dalla copertina/presentazione grafica per arrivare ovviamente al contenuto, passando per la scelta della carta, della rilegatura, ecc.  L’impegno è molto gravoso, non lo nascondiamo: le giornate lavorative sono parecchio lunghe (ben più delle classiche otto ore), i sabati e le domeniche spesso non esistono, le scadenze sono pressanti, più tutto ciò che ci si può facilmente immaginare pensando che siamo appunto solo in due a occuparci di tutto. Ma non ci lamentiamo, è la vita che ci siamo scelti e ci va bene così, il nostro è un lavoro bellissimo e ne siamo ben consapevoli. Difficoltà ce ne sono tante, soprattutto a livello di sopravvivenza economica, ma per fortuna il fuoco della passione brucia ancora molto forte e per ora non abbiamo alcuna intenzione di gettare la spugna.

In questi anni, quali sono i successi dei quali andate maggiormente fieri?

Quello che ci rende in assoluto più orgogliosi non è il successo di un libro in particolare, quanto piuttosto l’aver avvicinato tante persone alla lettura grazie ai nostri libri. Ci continuano ad arrivare messaggi che dicono “non ho mai letto così tanto come da quando ci siete voi” e altri sullo stesso tono. Non ce lo aspettavamo, ed è una cosa bellissima. Parlando invece di libri specifici, per fortuna di soddisfazioni ce ne siamo levate tante: siamo stati i primi a portare in Italia dei testi che trattano seriamente il metal estremo (death e black) con “Lords of Chaos”, “Choosing Death”, “Swedish Death Metal” etc.; abbiamo realizzato libri che sono stati poi apprezzati e tradotti anche all’estero, cioè la biografia ufficiale di Death In June (“Nascosto tra le rune“, ndr) e “Come lupi tra le pecore“; abbiamo portato in libreria la versione integrale di “The Dirt“, l’autobiografia dei Mötley Crüe nonché miglior libro sesso, droga e rock ‘n’ roll in circolazione; abbiamo pubblicato il primo testo che, a distanza di oltre quarant’anni, racconta la verità sul famigerato concerto dei Led Zeppelin al Vigorelli di Milano (“Led Zeppelin ’71” di Giovanni Rossi, ndr), una pagina del rock di casa nostra entrata nella leggenda ma di cui si è sempre parlato pochissimo; e potremmo continuare, perché per fortuna le soddisfazioni non ci sono mancate e non ci mancano.

C’è qualche testo che ha venduto meno di quanto vi aspettavate?

Purtroppo sì. Talvolta capita di farsi prendere un po’ troppo dal cuore e dalla passione, e ci imbarchiamo in progetti molto rischiosi dal punto di vista delle vendite. A volte la scommessa la vinciamo noi, a volte i libri non vengono capiti o apprezzati come avremmo voluto. È il caso della collana I Fulmini, dove ogni uscita era dedicata all’approfondimento di un singolo disco, arenatasi dopo le prime tre pubblicazioni (“Kill ‘Em All”, “Rust in Peace” e “Dr. Feelgood”) per scarsità di vendite; peccato, perché ne avremmo avute molte altre in cantiere, e ognuna era piena di curiosità e contenuti inediti in grado di interessare ogni appassionato. Anche il libro su Rick Rubin non ha avuto il riscontro che ci attendevamo, il che ci sembra assurdo, visto che si tratta di uno dei personaggi più importanti della musica degli ultimi trent’anni!

Ci sono testi italiani che sono stati tradotti all’estero?

Come dicevamo poco sopra, la biografia ufficiale di Death in June e il libro sul black-metal nazionalsocialista “Come lupi tra le pecore” sono già stati tradotti all’estero: il primo è già uscito in Francia e Germania, il secondo sta per uscire in Francia e al momento stiamo chiudendo l’accordo con la Germania. Per entrambi i titoli, ci occuperemo noi stessi di portare sul mercato le rispettive edizioni in lingua inglese, che usciranno nel 2015.

Il rapporto con gli autori, talvolta esordienti, come si sviluppa? In cosa consiste la stesura di un testo, e quali sono le principali difficoltà nelle quali incorrono gli autori meno rodati?

Il contatto con gli autori si articola essenzialmente in due modi: o ci viene proposto un libro/argomento, oppure siamo noi che abbiamo l’idea e cerchiamo l’autore più adatto per svilupparla. La conoscenza della materia è il requisito fondamentale, e ovviamente anche un buono stile di scrittura. Il lavoro per la stesura di un testo varia ovviamente in base all’argomento, a quanto è difficile reperire le fonti, all’esperienza di chi scrive, a come vengono gestiti i tempi. Di solito le difficoltà principali risiedono nella ricerca delle fonti più adeguate (ne approfittiamo per ricordarlo: Wikipedia non è sempre una fonte attendibile! E anche quello che si trova su Internet deve sempre essere verificato) e nella creazione di un impianto narrativo che informi, ma che sia al tempo stesso agile e di piacevole lettura. Ogni storia va raccontata nel modo che le è più congeniale, e spesso non è così immediato riuscire a trovarlo… In questo caso interveniamo noi, in qualità di editor, a dispensare consigli e suggerimenti vari e a trovare insieme all’autore il modo giusto per strutturare il libro.

Alcuni titoli sono veramente di nicchia, centrati su band che sono al di fuori del mainstream. Premettendo che questa scelta, a nostro avviso, è uno dei punti di forza della Tsunami, come gestite il rapporto tra copie stampate e vastità dell’utenza?

Ragionandoci sopra molto bene per capire cosa possiamo permetterci e cosa no. Fosse per noi, per i nostri gusti, a volte ci piacerebbe proporre titoli ancora più di nicchia, ma per forza di cose ci troviamo a dover sottostare a delle “leggi di mercato” che ci impongono alcune scelte. Vendere duecento copie di un libro non basterebbe nemmeno lontanamente a coprire i costi di realizzazione (nel caso di una traduzione, spesso di copie vendute ce ne vogliono quattro volte tanto!) e chiaramente non possiamo lavorare in perdita, non avrebbe alcun senso. Già abbiamo dei margini microscopici, perché alla fine quello che ci interessa è pubblicare i libri che ci piacciono e non diventare ricchi (non avremmo di certo scelto di trattare questi generi musicali, se l’intenzione fosse stata quella), ma siamo pur sempre un’azienda che si muove all’interno di un mercato, e dobbiamo rimanere in piedi. Detto questo, l’underground ci regala spesso delle gran belle soddisfazioni: chi segue certi gruppi o ambiti è un appassionato fedele, abituato a supportare tutto ciò che ruota intorno alla propria scena o alle band che ama – lo sappiamo bene, perché siamo così anche noi – e la risposta ai nostri libri più di nicchia è generalmente molto buona, a tratti migliore rispetto a titoli più mainstream. Anche noi pensiamo sia uno dei nostri punti di forza, se non proprio uno dei motivi principali per cui esiste Tsunami, e siamo intenzionati a percorrere questa strada ancora a lungo.

Quali sono i progetti più interessanti, o con maggiori prospettive di vendita, che potremmo vedere pubblicati, nel 2015?

Preferiamo ragionare solo sul parametro !interessante!; chiaramente vendere un sacco di copie di un libro non ci fa schifo, ma il criterio con cui scegliamo cosa pubblicare è decisamente il primo. Se poi sono anche titoli che hanno successo, tanto meglio! Comunque, al momento abbiamo appena pubblicato l’autobiografia di Paul Stanley dei Kiss (“Dietro la maschera“, ndr) e per l’anno prossimo abbiamo in programma diverse cose che riteniamo interessanti: dalla biografia ufficiale di Jacula/Antonius Rex, una delle realtà più originali, innovative e sfuggenti della scena progressive italiana degli anni ’70, alla traduzione del bellissimo libro di Joel McIver dedicato ai Rage Against the Machine e a quella della recentissima biografia di Peter Steele dei Type-O-Negative scritta da Jeff Wagner. Ma in cantiere c’è anche molto altro, dall’autobiografia di Max Cavalera dei Sepultura a uno stupendo libro dedicato a Marc Bolan, icona del glam-rock a cui in Italia nessun editore ha mai prestato la dovuta attenzione. Più un altro paio di progetti che faranno sicuramente discutere, ma su cui non ci sbottoniamo ancora (e in uno dei due casi, “sbottonarsi” è proprio il termine giusto)… Ma non possiamo dire di più!

Cosa significa collaborare con la Tsunami Edizioni?

Scrivere dei bei libri rock e sapere di avere di fronte persone in grado di valorizzarli e presentarli al meglio, con cui condividere passione e lavoro, fatica e divertimento. Purtroppo le groupie se le sono già prese tutte le band di cui parliamo nei libri…

Siete dei fieri sostenitori del cartaceo, cosa pensate degli eBook?

Da buoni appassionati di libri non più adolescenti, siamo inevitabilmente legati alla carta, ma il vero motivo per il quale ancora oggi non abbiamo a catalogo libri digitali risiede principalmente in problemi legati all’aspetto economico e pratico della loro realizzazione. A nostro modo di vedere un libro digitale deve costare poco, non oltre i dieci euro, ma questo risulta spesso impossibile per i costi di realizzazione (le attività da svolgere per passare da un manoscritto al libro sono le stesse di un libro cartaceo, l’unica cosa che manca è la stampa che spesso incide relativamente sui costi totali) al carico fiscale che colpisce le pubblicazioni elettroniche (l’IVA è assurdamente al 22% invece che al 4% come per i libri), e per i costi di distribuzione che sono comunque presenti e non indifferenti. A questo si aggiungono i costi legati ai contratti, che per le traduzioni non sono trascurabili. Nonostante questo, comunque, l’ora è giunta e pensiamo che nel 2015 cominceremo a rendere disponibile qualche titolo del nostro catalogo anche in eBook, magari cominciando da quelli che abbiamo prodotto noi.

E a proposito delle autoproduzioni pubblicate in formato digitale?

Capiamo bene perché esistono e a volte le supportiamo volentieri esattamente per il discorso che facevamo poco fa relativo ai libri di nicchia che un editore tradizionale non potrebbe mai pubblicare… Per quel tipo di testi esistono da sempre le autoproduzioni, e meno male, perché altrimenti tante cose interessantissime non avrebbero mai visto la luce. Ad ogni modo, anche in questo caso preferiamo sempre il cartaceo piuttosto che il digitale. Detto ciò, però, e soprattutto se parliamo di romanzi e narrativa in generale, il discorso è diverso: il ruolo dell’editore è fondamentale, e non dovrebbe essere bypassato con tanta leggerezza. Un editore non è un tipografo che ti stampa il libro e basta: è lui che filtra e seleziona le proposte valide da quelle meno valide, accompagna un autore lungo tutto il processo di realizzazione del libro dispensando consigli e lavorandoci insieme, dona al libro la veste grafica adeguata e lo promuove nel miglior modo possibile. Il rischio dell’autoproduzione in digitale alla portata di tutti è quello di inondare il mercato di titoli mediocri e realizzati senza un minimo di criterio o conoscenza del mestiere, un panorama in cui il rumore di fondo si trova ad essere così diffuso e forte da coprire quasi totalmente il segnale. Sotto questo punto di vista, un buon editore rimane una presenza indispensabile.

Che consigli dareste a chi volesse tentare di entrare nell’editoria di ambito musicale?

Di non aspettarsi di diventare ricco (c’è chi lo crede!), di imparare a essere un buon “cacciatore di fonti” andando oltre Internet, e di leggere tantissimo i libri di chi fa già questo mestiere da anni e magari è un nome affermato del settore. Studiare bene come sono strutturati gli altri libri, il ritmo che hanno, ecc. diventa poi molto utile nel momento in cui ci si trova a elaborare una propria idea. E di ricordare sempre che ogni gruppo, genere musicale, etc. ha una storia tutta sua che va raccontata nel modo più adatto.

Siete spesso in giro per l’Italia, a diffondere il verbo del rock. Nei prossimi mesi, dove avremo modo di incrociare i vostri stand, e conoscervi personalmente?

Per quanto riguarda gli appuntamenti più prossimi, nella prima settimana di dicembre saremo a Roma per la fiera Più libri più liberi (venite a trovarci al piano superiore, stand T17), il 13 dicembre saremo al Live di Trezzo sull’Adda per il Rock Hard Festival, mentre il 24 e 25 gennaio 2015 saremo a Pordenone alla Mostra mercato del disco usato e da collezione. Poi sicuramente faremo qualche concerto e qualche altra fiera del disco, ma il modo migliore per tenersi aggiornati sui nostri spostamenti è quello di seguirci su Twitter o sulla nostra pagina Facebook.

La Tsunami, attraverso il suo impegno, sta formando, musicalmente, nuove generazioni di appassionati alla musica rock. Cosa potete dirci, riguardo a questo splendido “effetto secondario” del vostro lavoro? Come vi rapportate alle nuove generazioni?

Quando abbiamo cominciato non immaginavamo che avremmo potuto avere un ruolo anche in questo senso, ma con il passare del tempo ci siamo resi conto, anche e soprattutto dai messaggi che riceviamo e dalle vere e proprie manifestazioni di stima e d’affetto che ci arrivano ai nostri stand, che effettivamente stiamo contribuendo, nel nostro piccolo, a mantenere vivo l’interesse verso un genere da molti considerato ormai morto e sepolto. E le soddisfazioni maggiori arrivano quando vediamo arrivare ragazzini giovanissimi, di 12/13/14 anni, magari accompagnati dalla mamma, che insistono per avere uno o più dei nostri libri, spesso dimostrando una consapevolezza ed una competenza sugli argomenti di cui trattano molto più approfondita di tanti altri ben più adulti. Beh, ecco, in questi momenti ci sentiamo pervasi da una gioia e da una fiducia nel futuro che ben poche altre cose riescono a darci.

Adrian Nadir Petrachi

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *