Non voglio che Clara – Hotel Tivoli

Non voglio che Clara - Hotel Tivoli

Non voglio che Clara - Hotel TivoliCD/LP – Lavorarestanca – 8 t.

Sono passati dieci anni (anzi, ormai undici…) da quando i Non voglio che Clara hanno pubblicato Hotel Tivoli. Sette brani per poco più di venti minuti di durata erano il biglietto da visita per la band bellunese che, guidata da Fabio De Min, s’affacciava per la prima volta sulla scena indie italiana. A onor del vero, la critica aveva già giudicato in maniera abbastanza positiva la primissima stampa del gruppo, ovvero l’EP Caffè Cortina. I Non voglio che Clara arrivano, però, a fine 2014, dopo aver pubblicato altri tre dischi, a indossare le vesti di una delle band-punto di riferimento per il panorama indie italiano. Hotel Tivoli spegne la decima candelina e la band veneta ne propone una ristampa, in CD ed LP, con una nuova copertina e un pezzo in più (Se chiami rendi tutto più facile) Proprio come dieci anni fa, il disco sembra ancora il perfetto sottofondo per una sera d’inverno trascorsa davanti al caldo d’un camino. Fabio De Min e compagni rievocano la tradizione cantautorale italiana, grazie a una voce leggermente in risalto e straordinariamente capace di conferire al disco un senso di grande delicatezza. Hotel Tivoli è, infatti, sentimento, romanticismo. È un’ottima colonna sonora per innamorarsi. Ma il punto di forza dell’album, probabilmente, sta proprio in una grande ampiezza di soluzioni strumentali: tra chitarra e batteria, emergono anche le dolci pennellate di sassofono e di violino. I Non voglio che Clara, sicuramente, hanno scelto il regalo ideale per i fan. Il primo disco ha sempre un sapore particolare, per qualunque band, specialmente se è già capace di rivelare quella maturità che già gli stessi agli inizi dimostravano. L’amore fin che dura, pubblicato l’anno scorso, era certamente l’ideale per avvicinarsi alla band bellunese, la cui conoscenza, però, non può assolutamente prescindere da Hotel Tivoli. Ecco perché, entrare in un negozio di dischi e poterlo trovare di nuovo, dopo così tanto tempo, è sicuramente una graditissima sorpresa. Piergiuseppe Lippolis

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