Io e il mio amore: Daniele Carretti

felpa

Daniele Carretti, emiliano, è uno dei membri fondatori degli Offlaga Disco Pax. Da poco è uscito il suo secondo album da solista con il nome Felpa, Paura.

Descrivi il tuo lavoro attuale.
Sono da una manciata d’anni socio di un negozio di dischi, venendo da altri 12 da commesso sempre in un negozio di dischi. Scelta di lavoro azzardata, penseranno in molti, ma porto avanti una passione in più direzioni e mi ritengo fortunato nel poterlo fare, anche a scapito di uno stile di vita economicamente più rassicurante. Oggi poi è una sfida interessante riuscire a vendere dischi facendo capire quanto sia importante l’ascoltare musica in un certo modo e riuscendo a darle il giusto valore.

Hai mai pensato di lasciare il tuo lavoro per la musica?
Mi piacerebbe poter vivere di quello che suono, perché mi porterebbe ad avere più tempo a disposizione per suonare e registrare senza dover ritagliare spazio e tempo tra gli impegni del negozio. Purtroppo in Italia non siamo ancora mentalmente pronti per poter definire la musica un lavoro, capirne l’importanza e quindi riuscire a portarla a un livello lavorativo/sociale accettabile, se non per alcuni professionisti votati al mercato, quindi un lavoro di copertura per le bollette e l’affitto tocca averlo. La mia fortuna comunque è il riuscire ad avere un lavoro che rimane sempre in ambito musicale e questo in parte aiuta.

Come concili il lavoro e la passione per la musica?
Fortunatamente il mio lavoro è legato alla mia passione per la musica e questa è una grossa fortuna, ciò non toglie che organizzarsi per le trasferte live, e spesso anche per le registrazioni, sia un discreto casino soprattutto con gli orari del negozio che non conoscono fine settimana. Anche il riuscire ad essere un minimo lucidi davanti ai clienti quando la sera prima hai suonato e poi fatto qualche ora di macchina per dormirne meno ed essere al lavoro puntuale non è sempre operazione facile, ma alla fine si fa ed è sempre bello avere la fortuna di poterlo fare.

Quali scelte cambieresti nel tuo percorso professionale?
L’unica cosa che veramente rimpiango di non aver fatto è l’imparare bene una qualche lingua quando ne ho avuto la possibilità e quando ero ancora abbastanza giovane per poterci dedicare il tempo necessario.

Massima soddisfazione/delusione raggiunta in ambito musicale.
Quando si ha la possibilità di portare in giro e fare ascoltare la propria musica è sempre una fortuna e un privilegio incredibile, ci possono essere momenti particolari che riescono a trasmettere emozioni maggiori, ma ogni volta è sempre un enorme soddisfazione. Per me fare musica è un’urgenza espressiva ed è necessaria, come il respirare o il mangiare, e anche se non pongo dei limiti ad agenti esterni che ne possano determinare il percorso difficilmente troverò motivazioni che portino ad una delusione, perchè questo vorrebbe dire che il risultato per primo non soddisfa me stesso, e se questo accade solitamente viene accantonato in partenza.

a cura di Marco Gargiulo

Io e il mio amore: storie quotidiane di musicisti coraggiosi. Racconti in prima persona di successi e fallimenti di chi si mette in gioco per lavorare di, con e per la musica.

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