Cronaca e preghiera – s/t

Cronaca e preghiera - s/t

Cronaca e preghiera - s/tCD – Autoproduzione – 11 t.

Sentir scorrere sulla pelle i fatti quotidiani lasciando il segno, lieve o indelebile che sia, stare in disparte, persi nei propri interrogativi, non necessariamente rivolti ad un’entità ultraterrena, amare le donne ed il sesso, capire i modi di viverlo, giusti o sbagliati che siano. Cosa siano la Cronaca e la Preghiera è chiaro come i quattro ragazzi situati tra Milano e Firenze provino di spiegarlo a modo loro. Undici tracce dove le voci di Giuliano e Vanessa Billi e le declamazioni di Ljubo Ungherelli si muovono da una parte attraverso il punk, chiave di lettura con cui fondere il Giovanni Lindo Ferretti dell’era CCCP Fedeli alla linea con le ramificazioni industrial di allora (Cop Shoot Cop per Condominio, Ministry per Le cose sexy), senza per questo disdegnare l’era C.S.I. (Sogni infranti a Paderno Dugnano), dall’altra attraverso il blues, cuore pulsante che dà luogo a composizioni la cui stesura ordinaria (Se ho fame fumo) lascia spazio a momenti cadenzati e mossi da distorsioni noise (La vita al tempo della crisi), esprimendo una sensualità in contrasto con la vita mondana (Mi sposo un calciatore), richiamando atmosfere claustrofobiche a contatto con i rapporti interpersonali e il mondo della notte (Costa meno andare a troie), rendendo l’autoerotismo (Ucciderti a rate) e la schizofrenia (Una bella giornata di sole) con un suono polveroso e grezzo, non lasciandosi scappare neanche lo spoken word e la disillusione (L’abominevole uomo cupo). L’aggiunta dell’omaggio ad Alessio Bonomo e alla sua La croce, spogliata della sua grinta rock ma rivestita di un beat elettronico incalzante, è la ciliegina sulla torta per un album d’esordio che non può che destare un’immediata curiosità. Da non perdere d’occhio. Gustavo Tagliaferri

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