Il segno del comando – Il volto verde

Il segno del comando - Il volto verde

Il segno del comando - Il volto verdeCD/LP – Black Widow – 12 t.

Dopo l’addio di Renato “Mercy” Carpaneto (sempre più impegnato nei suoi IANVA) rischiavamo di non sentire più parlare de Il segno del comando. Un gruppo da studio, che esordì nel 1997 con un album che rileggeva in chiave ancora più oscura l’omonimo sceneggiato italiano (quando la RAI non sbagliava un colpo). A Diego Banchero (Malombra, Zess, Egida Aurea, Ballo delle castagne…), unico superstite della formazione, il compito di portare avanti l’avventura. Il volto verde (ispirato, come il precedente Der Golem, a un’opera di Gustav Meyrink), il terzo capitolo discografico, è sotto ogni aspetto un nuovo inizio della formazione genovese: nuova voce (l’affascinante Maethelyiah, già Danse Society), nuovi musicisti (come Giorgio Cesare Neri, autore dello splendido Logos di qualche anno fa, Roberto Lucanato e Davide Bruzzi alle chitarre; Maurizio Pustianaz alle tastiere; Fernando Cherchi alla batteria), e nuove atmosfere, distanti dalle polverose oscurità dell’esordio e le inclinazioni (quasi) metal del secondo capitolo. Il volto verde trasuda sinistra magia da ogni singola nota. È forse il lavoro più accessibile del gruppo, più vicino al (neo) progressive (italiano), consigliato soprattutto a chi ha ancora paura di addentrarsi in un genere che può far sembrare un gruppo già vecchi di 40 anni. Collaborano al disco alcune eccellenze italiane in materia, come le ultime uscite marchiate Black Widow: Claudio Simonetti (Goblin), Sophya Baccini (Presence, splendida la sua performance in Trenodia delle dolci parole), Martin Grice (Delirium), Gianni Leone (Il balletto di bronzo) e Freddy Delirio (Death SS). Un ritorno importante. Marco Gargiulo

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