Dagger Moth – Klamm, Roma

dagger moth

30 marzo 2015

Tenendo fede al suo nome d’arte, la ferrarese Sara Ardizzoni ci regala un’ora di musica che, come su disco, avanza fragile tra le pieghe delle luci soffuse, per poi affondare, come un pugnale – meglio, come una daga, nelle teneri carni del pubblico presente. Tra cui figura anche Joe Lally, bassista dei Fugazi, che ha suonato in due canzoni del suo esordio.

È l’ambivalenza, d’altronde, la chiave di lettura attraverso la quale avventurarsi nella musica di Dagger Moth. Che si nutre di contrasti, sin dal nome: forza e fragilità; luce e ombra; sussurri e grida; melodia e rumorismo chitarristico; onirismo e realismo; piacere e dolore; daga e falena: dagger e moth appunto.

Pensate per essere eseguibili in sede live anche da una sola persona armata di chitarra e pedalini vari – come appunto è la one woman band Dagger Moth – le sue canzoni dal vivo cercano di avvicinarsi nella maniera più fedele possibile alla loro versione in studio. Per una precisa scelta di Sara, come mi confidava a fine esibizione parlando anche dell’album che verrà (speriamo prestissimo).

Ma non immaginatevi il semplice cd inserito nel lettore e messo a stecca, non staremmo qui a raccontarvelo. Se mai dal vivo le canzoni, strappate alla staticità del supporto fisico, assumono maggior profondità e drammaticità, – maggior tensione generatrice – beh, è questo il caso.

E quando ciò accade, spesso dipende anche dallo scenario nel quale vengono immerse. Per la musica di Dagger Moth, il Klamm – locale nato da non troppi mesi al Pigneto ma con le idee chiarissime in fatto di proposte musicali – si rivela la cornice ideale, con la sua atmosfera raccolta, intima. Famigliare, con i suoi divani raccolti a semicerchio attorno a chi si esibisce. Che fa tanto salotto di casa.

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