Abstracter – Wound Empire

Abstracter - Wound Empire

CD/LP/MC – COF, Fragile Branch, Vendetta, 7Degrees, Shove, Sentient Ruin, An Out – 4 t.

Non c’è spazio per la speranza, per la gioia, nemmeno per un briciolo di felicità in quest’ultima fatica degli Abstracter. Gli spiragli di luce che filtrano fra le pareti sono tappati, sigillati per sempre. L’oscurità cala nella stanza che è il nostro animo e ci ritroviamo nell’angolo, annichiliti, martoriati dalla disperazione assoluta, senza redenzione, che fuoriesce incessante da quell’abisso che è Wound Empire.

Ogni martellante colpo, ogni putrescente dissonanza, ogni maledetto urlo è una ferita profonda seguita, con chirurgico sadismo, da un giro incessante della lama, sempre più a fondo.

È un disco grigio questo, senza colori. Come guardare il tutto con l’occhio della disperazione, una lente distopica che deforma il mondo rendendoci partecipi e coscienti delle macerie che ci circondano.

Il medium non avrebbe potuto che essere il cacofonico e geometrico costrutto sonoro già utilizzato in Tomb of the Feather, il rivelatorio disco precedente: aggressività crust e attitudine lo–fi (c’è un’affinità biunivoca con i Buioingola) che si prostrano, adoranti, ai piedi di un monolito di granitico doom, nero e mortifero. Le aperture strumentali che apportano un taglio più post in alcuni componimenti (Glowing Wonds) sono solo un breve riposo sulla strada per il Golgota, allegoriche colombe sventrate dal buio che, incessante, avanza.

Giudizio finale in musica, apocalisse.

L’impero che così perfettamente gli Abstracter ci descrivono siamo noi, è la nostra figura riflessa nello specchio: reale, brutale, concreta e spietata. Distogliere lo sguardo, voltarsi dall’altra parte senza una precisa coscienza delle ferite, mai rimarginate, che ci portiamo addosso con rassegnazione, sarebbe stupido come ignorare questo disco.

Il gruppo di Oakland ci incatena lì, di fronte a quello che siamo veramente ma ci offre la chiave per per affrontarlo, per risalire dal baratro.

Redenzione attraverso l’annichilimento. Sta a noi decidere.

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