Doomraiser – Reverse (Passaggio inverso)

Doomraiser - Reverse (Passaggio inverso)

CD/LP – BloodRock Records – 6 t.

Look da motociclisti, titoli (ad esempio il primo EP, Heavy Drunken Doom) e nome del gruppo – un po’ come le band ska, che possono chiamarsi solamente con parole che contengano la sillaba [sca] per poi scriverla con la “k” – l’hanno sempre detta lunga (forse un po’ troppo) su ciò che i Doomraiser hanno voluto fare sin dall’inizio: doom metal vecchio stampo, senza curarsi dell’originalità e dell’innovazione. Per quello ci sono altri gruppi. I Doomraiser esistono in funzione dell’indolenza ubriacante dei loro riff ipnotici e ripetuti.

E fino a Reverse (Passaggio inverso), questa era una certezza per quanto banale, scalfita ora dal clavicembalo – e che è? – in chiusura di Ascension: 6 to 7 e dall’organo su Apophis, suonati entrambi da Labes C. Necrothytus degli Abysmal Grief. Sulla stessa lunghezza d’onda si pone l’inquietante violino all’inizio di Mirror of Pain che, sebbene non sia una vera e propria novità – soprattutto in campo doom metal, considerando la carriera dei My Dying Bride –, rappresenta comunque una novità per il gruppo romano. A parte queste piccole curiosità bene accette, i Doomraiser di Reverse (Passaggio inverso) riescono a suonare più freschi anche quando tornano su sonorità a loro più congeniali e più caratteristiche dei loro precedenti album. Puntando talvolta ad un sound più tipicamente stoner e vagamente psichedelico (come nella già citata Ascension: 6 to 7), il risultato che ne esce è sicuramente più intrigante, meno fine a se stesso.

Detto questo, personalmente non ho mai trovato troppo interessanti quei gruppi nostalgicamente dediti alla riesumazione di un dato genere, per quanto questo possa essere apprezzabile. Così come non riescono mai a suscitarmi troppo interesse i cosiddetti revival: bisognerebbe lasciare ad ogni corrente stilistica che si rispetti il suo tempo, la sua ascesa e il suo declino. Appunto per questo, nonostante le influenze che si lasciano sentire qua e là nell’album siano bene o male sempre le stesse (Kyuss, Black Sabbath e Cathedral su tutti, ai quali oserei aggiungere gli Ufomammut in certi sprazzi), i Doomraiser iniziano finalmente a piacermi.

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