…A Toys Orchestra – Butterfly Effect

...A Toys Orchestra - Butterfly Effect

CD/LP – Urtovox/Ala Bianca – 11 t.

In qualche modo Midnight Talks prima e Midnight (R)evolution poi avevano lasciato intuire come il percorso intrapreso allora stesse andando di pari passo con la fine di un ciclo. E proprio in virtù del fatto che, di disco in disco, gli …A Toys Orchestra abbiano sempre finito per rivelarsi tutt’altro che uguali a loro stessi, una volta giunti ad un punto simile la necessità di dare un’ulteriore spinta alla propria indole non può che incombere. Viene da sé che gettare le basi per un disco del genere significa affrontare viaggi ed intemperie in quel di Berlino, rivolgersi ad un produttore come Jeremy Glover (Liars, Devastations, IAMX, Crystal Castle) e favorire l’entrata in scena di un quinto componente, tale Julian Barrett. Considerate cotante premesse, è chiaro come Butterfly Effect, sesto disco in studio della band campana, già dalla copertina non badi affatto a spese: a predominare è un’esplosione multicolore, fatta di luminosità e contrasti, che si riflette in ognuna delle undici tracce presenti e fa sì che i Giocattoli di oggi, oltre ad un Enzo Moretto certamente consapevole di una maturità giorno dopo giorno maggiore a livello vocale, offrano soprattutto, in relazione al nucleo generale, un livello compositivo che, da dopo Technicolor Dreams, raggiunge il suo zenith. I segnali che già si intravedevano nei lavori precedenti diventano lo spunto per un’evoluzione verso un suono ulteriormente variegato, tendente anche a sonorità danzerecce, quelle dell’irresistibile brio di un brano di lancio come Always I’m Wrong, l’accattivante effetto disco di Made to Grow Old, l’odissea electro di Quiver, le derive funky intergalattiche che trovano riparo in Mirrorball, ma anche a certe incursioni british, presenti in Fall to Restart e soprattutto Mary. Il tutto senza snaturare, anzi, arricchendo il classico tocco tipico dei nostri, come dimostrano la blueseggiante Come On, Get Out, il de profundis di My Heroes Are All Dead, che, di soppiatto, trasforma una lieve pioggia di drum machinese synth in un incisivo crescendo corale, delle ballate incessanti e soavi, minimali e complete allo stesso tempo, da Wake Me Up a All Around the World, attorno a cui raccogliersi e riscaldarsi. Un gioco di colori a cui Butterfly Effect tiene pienamente fede, dimostrando come, con il tempo, la rivoluzione tanto agognata, seppur fuori del contesto sociale, non si sia rivelata affatto un fuoco di paglia, e rivelando questa in analisi come, con molta probabilità, l’opera maggiormente riuscita degli …A Toys Orchestra.

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