Giovanni Truppi – s/t

Giovanni Truppi - s/t

CVTruppi (FILEminimizer)CD/LP – Woodworm, 10 t.

C’è una semplicità, nel modo di fare di Giovanni Truppi, che è tanto in sintonia quanto in antitesi con il suo modo di vedere cose, persone e fatti. Un’intonazione ed un timbro inesistenti eppure presenti, per nulla fuori tema con le musiche che lo raffigurano dai tempi di C’è un me dentro di me. Forse questo ragazzo, almeno da quanto si può intuire di primo acchito, non è di questa terra, eppure il suo modo di agire fa pensare tutt’altro. Ed è anche per questo che, nell’ambiente nostrano, la sua presenza è sempre stata più che gradita e di conseguenza l’uscita di un suo nuovo album fa assai piacere. Ma se Il mondo è come te lo metti in testa si rendeva appannaggio di storie la cui ottica era prettamente intima, adesso è come se il songwriting del nostro si fosse esteso maggiormente verso l’ambiente esterno. Questo è il disco in cui Giovanni si mette totalmente in gioco ed osa, in tutti i sensi, non solo in merito alla scelta di firmarlo con il proprio nome e cognome. Con l’eccezione di Stai andando bene Giovanni, galoppante incitamento dal sapore clashiano, e della forsennata mistura in crescendo tra melodie alla Kings of Convenience, rock’n’roll e richiami a sigle cartoonesche, tesissima nel suo essere ridotta all’osso, presente nei confini tra sogno e realtà di Superman, unici rimasugli di quanto sviluppato nell’album precedente, a farla da padrone sono situazioni in cui non viene meno il desiderio di proporsi in vesti, più che alternative, maggiormente evolute rispetto al passato: la spontaneità, dal vago sapore lo-fi, che permea la paradossale Hai messo incinta una scema e, in minore misura, una ballata dagli accenni free come Pirati, lo stream of consciousness joyceiano su cui si basa l’ossessivo incedere acustico-visionario di Conversazione con Marco sui destini dell’umanità, il tribal-garage-punk dell’esplosiva Alieno!, il pop scanzonato ed irresistibile de Il pilota è vivo, l’atipica deriva electro-gospel di Tutto l’universo ed il superamento ed abbattimento del confine tra sacro e profano tramite la beffarda, utopica e a suo modo anticlericale Lettera a Papa Francesco I e la soave ballata Eva, confessione da sopravvissuti dei primi due esseri viventi venuti al mondo. Brani in cui emerge un rafforzamento della propria indole, una continua voglia di stupire prima di tutto se stessi. Una crescita, da parte di Truppi, che in un lavoro del genere non può che essere un pregio. Perché potrà non entrare facilmente nelle corde degli ascoltatori, ma l’artista campano, nel suo essere fuori dagli schemi, non va sottovalutato.

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