Perversion 99 – Sinister Noise, Roma

Perversion 99

29 maggio 2015

La serata del 29 maggio al Sinister Noise è stata all’insegna dei revival e delle giovani promesse capitoline. Il 99 Fest, inteso come conclusione del primo tour europeo dei Perversion 99 (realtà romana in costante crescita), ha ospitato anche i concittadini Chronic Hangover e Ozaena.

Purtroppo non siamo arrivati in tempo per assistere all’esibizione di questi ultimi, che hanno aperto un’ottima serata. Tuttavia abbiamo già avuto modo di gustare il loro thrash/groove metal altre due volte, entrambe di spalla ai Nero di Marte. Recenti cambi di formazione e un’acquisita maturità ne hanno assolutamente migliorato la resa, e speriamo di poterli vedere, prossimamente, nelle posizioni più alte delle scalette live.

Stivali, capelli lunghi, occhiali da sole e fisarmonica, i Chronic Hangover trasportano il pubblico dell’oscuro localino del Sinister Noise indietro nel tempo di decenni. Nonostante la loro musica, ad un primo ascolto, possa sembrare un semplicistico reimpiego di stilemi hard rock con uno smodato uso del wah-wah, le loro sonorità si tingono spesso di crossover e riescono a ricreare atmosfere non banali e coinvolgenti. Il concerto di spalla agli Arcturus il 26 giugno all’Init sarà sicuramente una grandissima occasione per farsi conoscere e la loro prova del nove.

Arriva infine il turno dei Perversion 99, fulcro della serata. Il gruppo ha recentemente pubblicato il suo debutto discografico Declaration of War per la L.A. Riot Survivor Records. Le tematiche belliche forse non troppo originali, mutuate da un certo thrash metal vecchio stampo, vengono compensate da una buona abilità compositiva considerata la giovane età. Composizioni che, dai tempi del primo EP, hanno inglobato anche elementi heavy, crossover e funk – ricordando in alcune canzoni, un po’ alla lontana, certi gruppi cosiddetti funk metal, su tutti i Primus. Il recente tour europeo, conclusosi nella loro città, gli ha anche dato modo di sperimentare qualche piccola e semplice ‘coreografia’ che riesce però a rendere il live meno statico e monotono.

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