Dimartino – Un paese ci vuole

Dimartino - Un paese ci vuole

cover (FILEminimizer)CD – Picicca, 12 t.

La noia e l’inazione del vivere in paese spesso fanno scattare un meccanismo di fuga, ma, come un paradosso, durante un viaggio in Messico, c’è chi (Antonio Di Martino) guardando al di là di un finestrino, finisce con la mente proprio nel punto da cui era fuggito. Per non dare niente per scontato spesso dobbiamo prendere le distanze da qualcuno o qualcosa, scrutarlo un po’ da lontano e scoprire che le cose non erano poi così male come ci sembravano.

Dimartino riprende Cesare Pavese (il titolo Un paese ci vuole è tratto dall’opera La luna e i falò) e descrive un angolo di mondo che può rappresentare un qualunque borgo della provincia: un via vai di vite, l’estero per scongiurare la crisi economica, festività religiose ariempire la piazza di paese, lo storytelling di una volta di nonno Nino (A passo d’uomo), leggende dell’infanzia (Case stregate), Le montagne protettrici, un’estate che unisce due innamorati (Una storia del mare, con Francesco Bianconi dei Baustelle) e partenze settembrine a dividerli (I calendari, con Cristina Donà).

Tra una primavera e un’estate che volge al termine, tra dolcezza e magone alla gola, Dimartino riesce a materializzare con musica e parole l’immagine di un incontro tra due compaesani: incroci di sguardi languidi di un emigrante rientrato per le feste e le parole non dette di chi non ha mai lasciato la sua terra.

L’espressività del cantautore, il pianoforte di Angelo Trabace, le percussioni di Giusto Correnti, archi, timpani e chitarre danno vita ad un lavoro corale dove ritrovare la canzone italiana ma anche folk, sonorità gospel e un po’ caraibiche. Disco intenso e lunatico, primaverile e autunnale al tempo stesso; suggerisce l’idea di ripartire dal posto in cui si è nati per superare un momento di crisi. Un paese ci vuole per ritornare alle origini e costruire qualcosa di interessante. Concreto, malinconico, speranzoso e propositivo.

1 Comment

  1. Gerolamo

    5 luglio 2015 at 10:51

    Articolo interessante.
    Ci sono posti in cui possono capitarti disavventure o incidenti ma quando ci ritorni senti che li sei libero, provando quel senso di benessere che solo in casi rari riesci a riconoscere.

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