Tommaso Di Giulio – L’ora solare

Tommaso Di Giulio - L'ora solare

Tommaso Di Giulio - L'ora solareCD – Leave, 14 t.

Una luce dentro un vortice. Una realtà così insolita da necessitare una momentanea evasione. Un pesce fuor d’acqua distaccato dalla riva nelle vesti di un impiegato bipede, assistito da quella stessa luce nel momento in cui il viaggio ha inizio. Un’immaginazione fervidissima quella di Tommaso Di Giulio, una full immersion dove il proprio raziocinio opera alacremente e le carte in tavola vengono alterate, contrariamente al lato tranquillo, superficiale e pacato, ma non per questo irrilevante, di Per fortuna dormo poco: questa è L’ora solare, queste sono le 14 tracce in cui il desiderio di agire all’interno dell’ordinario senza comunque sfociare nell’ordinario prende immediatamente forma. La staticità è solo una mera utopia, compromessa come è, nelle corde dell’artista, da un fingerpicking a cavallo tra passato, presente e futuro in termini di cambi di arrangiamenti (La fine del dopo), da ballate trascinanti (Spesso e volentieri, il fare classicheggiante di Melodrammatica, Meno trenta), da episodi folk dalle tinte spirituali (La trappola) per arrivare a passi di danza che, nel loro rompere gli schemi, insolitamente occhieggiano al tex-mex ed al country (Tango per un povero diavolo), e similmente si può dire per un rock dalle molteplici facciate, ingranante nel singolo di lancio, colmo di una disillusione che soppianta la speranza, Dov’è l’America e nel blues noir e zeppelineggiante di Sospesi, irruento in una Poveri posteri rafforzata dalla mano di Giorgio Baldi (Max Gazzé) e ripieno di colorazioni pianistiche 60’s ne Il misantropo, ma anche per quelli che, per certi versi, sono dei divertissement e dei colpi di genio al contempo: ludici quando si tratta di dare un’ottima differente alle storie d’amore (la moderna operetta di Musica da camera ed il battibecco di Ragazzo per agosto, in coppia con i Bottega Glitzer), dei potpourri dal fare pulpiano là dove ci si rispecchia distaccandosi dal mero effetto nostalgia (Novanta), fino alla realizzazione definitiva, riscontrabile nell’invito a nozze tra onirico e mistico, coadiuvato dalla one man orchestra vivente Enrico Gabrielli, di Universo: ora zero. Concentrarsi sull’ora solare vuol dire proprio questo: esplorare una via d’espressione lontana dal già sentito e avente come punto di forza un’indole giocosa, e per quanto non sia cosa da poco sottolineare il contributo di amici e colleghi come Roberto Angelini, Fabio Rondanini, Ilaria Graziano e Francesco Forni risulta ormai chiara la natura da cui Tommaso Di Giulio è piacevolmente posseduto: quella del sognatore come del romantico. Stili di vita più che mai necessari, che amplificano il già alto gradimento relativo alla sua presenza all’interno panorama attuale. Un album godibilissimo.

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