Hyperwülff – Volume 1: Erion Speaks

Hyperwülff - Volume 1: Erion SpeaksCD – Taxi Drier/Shove/Martire/Fallo/Icore, 8 t.

Sono trentacinque minuti fra incudine e martello. Questo esordio (del marzo 2014 un banco di prova formato EP) degli Hyperwülff avanza rapido, compatto, una schiacciasassi con le idee chiarissime. Niente fronzoli, compromessi o deviazioni modaiole di percorso, solo un’esplosiva alchimia di aggressività (quasi) hardcore e ruvidità sludge, tutto sparato al massimo dei giri.

Riff solidi, immediati, mai banali. Gli otto pezzi del lavoro scorrono rapidissimi e senza intoppi, facendo schiantare l’ascoltatore contro un muro di suono tanto grezzo quanto incredibilmente efficace.

Dall’introduzione di Impactor White Heat fino alla conclusiva Several Bones il gruppo sfodera un arsenale di idee di un’incisività disarmante, considerando il minimalismo dei mezzi: il combo bolognese è in realtà, incredibile ma vero, un duo, chitarra e batteria. Nell’ottica di ciò tutto viene riletto al rialzo, partendo dalla struttura dei pezzi, fino ad arrivare al puro e basilare lavoro tecnico e di ricerca del suono. Eh sì, parrebbe una banalità ma sviluppare un disco del genere, straripante di contenuti, partendo solo da due componenti, non è esattamente la cosa più facile del mondo.

La parte più tecnica relativa al lavoro di missaggio e registrazione merita un doveroso elogio, essendo riuscita ad amalgamare ed esaltare perfettamente le parti in gioco senza sovrapporle o nasconderle (il suono di chitarra è spaventoso); quanto detto si cristallizza e si apprezza maggiormente in quell’assaggio di vuoto siderale che è 20 Pillars, quinta traccia del disco, la quale, oltre a rispecchiare molto adeguatamente la definizione di brano perfetto, mischia sapientemente monoliti doom con distese drone.

Sviscerare questo disco in poche righe non è ovviamente possibile: ci sono tante cose da analizzare, tanti piccoli particolari e elementi da prendere in considerazione. La verità è che ci troviamo fra le mani un piccolo gioiello e che l’unica cosa da fare è alzare il volume al massimo. E godersi il viaggio.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: