Shellac – Dude Incredible

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Shellac - Dude IncredibleCD/LP -Touch and Go, 9 t.

Venti e sette. Una constatazione che suona nonsense, ma quando c’è da tirare le somme nella propria condizione di trio questi numeri e questo lasso di tempo finiscono per risultare molto più importanti di quanto ipotizzato originariamente. Venti anni da un’assodata rinascita seguita ad una seconda caduta, sette dalla precedente fatica in studio. Mettersi nei panni di un uomo come Steve Albini, da sempre uno degli antesignani del concetto di DIY, non è cosa facile, una volta che ci si trova di fronte alla propria quinta fatica in studio. Ma per una creatura chiamata Shellac non ci sono dubbi: Dude Incredible risulta da subito l’ideale seguito di quell’At Action Park che, negli anni ’90, ha fatto parlare molto di sé, non solo in quanto manifestazione primaria della terza incarnazione del nostro, ma come ulteriore punto cardine di una forma alternativa di comunicazione, fondata sul noise e sul math, e a dare adeguata dimostrazione di ciò è quella stessa ossatura che da segnale di cotanta autenticità diviene tale da giungere ora più che mai a variazioni stilistiche altrettanto affascinanti. In un percorso dove a riassumere meglio il succo di un’opera simile sono i due brani più lunghi, una title track che è il possibile equivalente della zeppeliniana Kashmir e Riding Bikes, la dimensione del gruppo è fatta di frenesia lontana da futili giochi di tecnica (You Came in Me) e di andamenti cadenzati mossi da una parte da incitamenti e spoken word (All the Surveyors) e dall’altra da derive dirette a loro modo verso una classica forma canzone (Gary, lo stop’n go di Compilant), se non stralci maggiormente riconducibili ad un principio basilare di rock (l’andamento serrato che introduce The People’s Microphone). E una volta giunti all’alternarsi tra il math-funk di Mayor/Surveyor ed una spigolosissima Surveyor è chiaro come il cerchio relativo al rapporto inizio-fine arrivi a chiudersi. Una sfida contro il passare del tempo, un bisogno di andare sempre controcorrente senza sbagliare le proprie mosse. Dude Incredible è un capolavoro? Sì, e tale da confermare il fatto che di un nemico pubblico del mainstream come Albini, checchè se ne dica, ce ne sia ancora bisogno, ma davvero.

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