Drink to Me – Bright White Light

drink to me

Drink to Me - Bright White LightCD/LP – 42, 10 t.

Più spartiacque dello spartiacque. Paradossale constatazione, visto ciò che è stato S, ma neanche lontana da un possibile divenire. L’abbandono di Carlo Casalegno ed il ritorno di Pierre Chindemi, senza contare l’avvento di Cosmo, parentesi solista di Marco Jacopo Bianchi, devono aver influenzato molto i Drink to Me, una volta adoperatisi per dare vita alla quarta fatica in studio. Ma tutto ciò per Bright White Light costituisce un ulteriore segnale di crescita, una virata verso un ibrido sonoro tracciato da una linea che tanto separa quanto avvicina l’universo kraut all’EDM, ed il singolo di lancio Bright è un’ideale e lapalissiana dimostrazione, con la sua chiosa di stampo balearic. Ma non sono certamente da meno l’eterea, rumorosa eppure sopita, Treehouse, i ritmi che da incessanti e travolgenti, in Endless Endless, si fanno lievi, a mò di glitch, nell’intima Secret, i tentacoli psych che avvolgono gli otto minuti di Twenty-Two, i pulsanti, quasi terapeutici, synth della rilassata Ecstatic, fino ad una sublimazione pop che parte dalla dreamy No Treasure, sospesa tra 80’s ed anni zero, ed arriva a Wild, maggiormente occhieggiante a certo indie di fine ’90. Un cambiamento che, per i Drink to Me, è solo ed esclusivamente un vantaggio, lontano da scimmiottamenti e tale da confermarli come una delle realtà da tenere d’occhio dello stivale. Una luce vivissima.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *