Giona – Per tutti i giovani tristi

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Giona - Per tutti i giovani tristiCD/LP – Fallo/To Lose La Track/Stop, 12 t.

Chiudere la porta de L’AMO: una scelta sofferta, certamente comprensibile. Eppure è un traguardo arrivare ad aprire un futuro portone non da soli ma in compagnia, evitando che le proprie ineccepibili intenzioni e potenzialità vengano soffocate del tutto. Alessio, in quanto deus ex machina di Giona, lo sa, e l’avventura intrapresa con gli amici Michele e Daniele è chiara già dal titolo: Per tutti i giovani tristi. Un coacervo di meno di mezz’ora in cui, tra post-punk e divagazioni wave (si sentano la sommessa Pendere e la maggiormente diretta Peroni), si passa da riff violenti attraverso cui rispondere alla malagiustizia che accomuna Napoli e lo stivale in sé nelle parole di Guardia, se non atti a combattere una svogliatezza, nel bene e nel male, sempre dietro l’angolo, come in Assonnata, rispettivamente inizio e fine di tutto, a residui delle passate avventure resi a mò di Smiths (Bar), insoliti vagiti beat (Squassanti), ma in particolar modo l’evidente devozione nei confronti dei Ramones, dimostrata non solo dalla pregevolissima reinterpretazione di Do You Wanna Dance?, ma dal mood generale su cui ruota l’opera. Senza nulla togliere all’incessante scorrere di Tutto tutto vero, parzialmente ripreso in Tutto tutto nero, al noise da Sonic Youth prima maniera di Gaiola e allo shoegaze cadenzato dell’anti-ninna nanna di Traiano. Uno? Trino? Giona è un successo, un nuovo inizio che non risolleva esclusivamente quegli stessi giovani tristi.

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