Albedo – Metropolis

albedo

Albedo - MetropolisCD – Massive Arts/V4V, 10 t.

Si chiama Metropolis, con un chiaro omaggio a Fritz Lang, il quarto lavoro degli Albedo, chiamati a bissare il successo del precedente Lezioni di anatomia. Si tratta, anche in questo caso, di un concept: un lungo flusso di coscienza ispirato dall’immaginazione di un futuro non troppo lontano, delle città che saranno, dell’uomo e delle società del domani. È una riflessione filosofico-esistenziale lunga trentadue minuti e articolata in dieci capitoli che sono pensabili solo alla luce di un contesto organico e unico qual è Metropolis: il viaggio di speranza di un uomo che cerca di conoscere se stesso e chi gli è vicino, che riflette sulla solitudine costituiva dell’uomo, sul senso del nostro vivere (qui), sullo scontro fra scienza e religione e sull’amore prima di tracciare un bilancio dell’esperienza, perché l’importanza del viaggio non è solo arrivare. Metropolis finisce, inevitabilmente, per diventare un passo verso la consacrazione: per una band già abituata a scrivere testi importanti, una tale crescita sul piano del songwriting era tutt’altro che prevedibile. In termini meramente musicali, invece, le imperfezioni dei lavori precedenti vengono superate, grazie alla produzione di un sound compatto, ascrivibile alla voce indie pop o pop rock, ma in grado di arricchirsi di molti elementi diversi, da sfumature alternative a suggestioni vagamente psichedeliche. Metropolis, oltre a rappresentare il punto più alto della carriera degli Albedo, è anche uno dei lavori più belli di questo 2015 italiano.

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