Dadamatto – Rococò

Dadamatto

Dadamatto - RococòCD – La Tempesta, 10 t.

Ambizione, scelta per la quale restare con i piedi per terra, senza risultare troppo pomposi. Non una prerogativa esclusivamente tipica del tocco regale presente nell’artwork della copertina. A destare immediatamente interesse, in una piccola e sbilenca opera rock quale questo Rococò, quarta opera in studio dei Dadamatto e prima per La Tempesta, è il fatto di essere un disco zeppo di colpi di scena, già solo dal Prologo di ispirazione floydiana e da un Epilogo per pianoforte. Un curioso ibrido tra digressioni progressive e melodie pop sorretto dall’intenso cantato di Marco Imparato, dove il theremin allucinato di Marina cela elementi vicini più agli Yes dei primordi che ai King Crimson, di maggior risalto nel meltin’ pot di Arrivederci e nella ballata medioeval-teatrale I cinque dell’Ave Maria, se non le sfumature ludico-barocche di Pluridimensionalità, mentre il viaggio di Orte racchiude, melodicamente, persino sfumature spionistiche ed America fa suo l’insegnamento di un ospite come Emidio Clementi per dare luogo ad un episodio fatto di tensioni ed emozioni, fino ad A due passi dal mare, intrisa di un’atipica e spigolosa ispirazione d’autore, ed Insieme, dal fare collegiale, brani accostabili alla concezione basilare nostrana di rock. È un universo, quello di Rococò, popolato da un’adorabile banda di pazzi fuori dal coro, ma la loro compagnia male non fa: per forza, cela un disco irresistibile.

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