Beach House – Depression Cherry

beach house

Beach House - Depression CherryCD/LP – Sub Pop/Bella Union, 9 t.

In genere,  durante un percorso artistico, è difficile mantenerealti  livelli qualitativi per una band. Questo diventa più arduo soprattutto nel momento che ci si è appena lasciati alle spalle un capolavoro come Bloom (2012); l’opera che ha preceduto Depression Cherry ha fatto gridare al miracolo chi scrive (e non solo). Nel 2015 il duo di Baltimora ci concede un ulteriore viaggio all’interno del proprio Io, perfeziona la propria tecnica e continua a mantenere alto il suo nome. All’interno dell’album ciò che si trova di maggiormente affine, a livello espressivo, a composizioni precedenti è sicuramente l’evocativa PPP, senza nulla togliere altri brani, non meno fedeli al classico stile della band. Il sostanziale stacco, molto labile, dal passato bisogna ricondurlo alle composizioni leggermente più astratte. L’essenzialità è sempre in primo piano, la finale Days of Candy rappresenta una sorta di compendio dei concetti espressi all’interno dell’album: riverberi vocali profondi, pianoforte minimale, percussioni ossessive ed elettroniche. Impossibile non riuscire a vedere nei Beach House i massimi eredi della cultura dream-pop di fine anni ’80: infatti, al momento, le atmosfere eteree sia dei synth che della voce di Victoria Legrand sono le più  vicine a  quelle del genere musicale in questione. Con quest’opera matura e brillante, il gruppo può essere considerato tra i più influenti degli ultimi anni.

Lorenzo Landriscina

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