Il disordine delle cose – Nel posto giusto

Il disordine delle cose - Nel posto giusto

Il disordine delle cose - Nel posto giustoCD – Black Candy, 10 t.

I luoghi di cui si finisce per essere consapevoli turisti possono cambiare la propria esistenza non solo dal punto di vista personale, ma anche musicale, come un seme che, una volta ingerito o sotterrato, si sviluppa gradualmente nella propria indole. Dalle parti di Novara è una situazione molto incline a ciò quella de Il disordine delle cose, prima cittadini d’Islanda in quel di La giostra ed ora approdati a Glasgow, Scozia. Nel posto giusto non sacrifica quel fare rock fino ad ora sempre stato tesoro della band, ma lo equilibra con quell’ossatura pop da sempre facente da motore e che, nella voce di Marco Manzella, si riassume nel contrasto tra archi e dilatazioni eteree di Non basta mai, tra piano e chitarre nel clima beatlesiano di Consequenze ed in un riassunto di cotanti stati d’animo quale Fuori piove, ma anche in ballate atipiche come Un ponte sul fiume, prima sentimentale, poi soffocata dall’onirico violoncello di Mattia Boschi, e i guizzi classicheggianti e quasi prog che fanno capolino nell’intima Sulla schiena. Un suono mai statico, che porta a momenti più tirati, come una Hawaii che tra riverberi, psichedelia ed una dilagante maestosità è tanto ambiziosa quanto riuscitissima, oppure La statua, violenta e soave al contempo, ed Il giorno più normale, cadenzata, sotterranea e visionaria. Ulteriori dimostrazioni di come certo pop sappia conseguire il suo scopo a testa alta, fuori da meccanismi radiofonici e luoghi comuni sedicenti indie, e Nel posto giusto non fa eccezione.

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