#cartonidannati – Andrea Carboni

andrea carboni

Quando mi è stato chiesto di scrivere un articolo che parlasse del mio rapporto con cartoni animati e relative sigle, la prima cosa che ho pensato è stata: meraviglia! Le sigle dei cartoni sono sicuramente fra le colpevoli di quella che è poi diventata la mia passione per la musica. Sceglierne una è impossibile, come scegliere un cartone solo, quindi farò sfoggio della mia cultura per le cose inutili e presenterò una carrellata di tutti quei cartoni le cui sigle, per me, sono indimenticabili.

Va detto che la musica nei cartoni anni ‘80 era proprio intesa diversamente da adesso: i pezzi erano suonati e non tirati su a campioni seguendo lo schemino tipico di composizione pop base, poi quasi tutti avevano un pezzo di apertura e uno di chiusura, spesso radicalmente diversi ma ugualmente belli, cosa confermata poco tempo fa da un’intervista agli autori di sigle come Goldrake, Daitarn 3 e altri. Era chiaro come l’obiettivo all’epoca non fosse quello di fare canzoni per bambini, come imposto da programmi tipo Lo Zecchino d’Oro, loro volevano una cosa diversa, canzoni per bambini ma con un occhio agli adulti che sarebbero diventati.

Partiamo! Goldrake e Daitarn 3 già li ho citati, si parla di robottoni quindi restiamo in tema. Golion  (o Voltron, come è stato rinominato poco dopo) ve lo ricordate? Poi Vultus V, Jeeg robot d’acciaio (era Piero Pelù o no? No), God Sigma, Starzinger. Sempre rimanendo in tema fantascienza, ma senza robottoni, abbiamo Galaxy Express 999 (ve la ricordate Fantasy in Bomber con Bud Spencer? Ecco è la stessa), Capitan Harlock, Gatchaman (ho già la cover pronta…), Conan il ragazzo del futuro, Devilman (pezzo capolavoro assoluto). Poi ci sono quelli deliranti: Gigi la trottola, Carletto il principe dei mostri, Yattaman e i suoi spin-off Calendar Man e I predatori del tempo (che poi, anche se con la musica non c’entra, lo sapevate che i due uomini del Trio Drombo sono stati usati da Nintendo come modelli per Waluigi e Wario?), Lamù (ahhh Lamù). Per ultimi come non citare Il fantastico mondo di Paul, Sampei, Rensie la strega, Superauto Mach 5, L’ape Magà (bellissimo), Pinocchio, L’uomo tigre, Lupin 3 (e mi riferisco a quelle meraviglie che sono il valzer e Planet O, che sembra più un pezzo per un cartone sui robottoni ma va bene lo stesso).

Una menzione speciale poi la vorrei fare alle sigle in giapponese, di quelle che alla fine impari il testo a memoria senza capirci assolutamente niente. Cito quelle che mi hanno segnato di più ossia Ken il guerriero, Robottino (“oh lobo lobo lobo acci iè iè iè”… delirante) e la sigla dell’anime di Ushio e Tora.

Poi è arrivata Cristina D’Avena ed è finito tutto, però ci ha regalato la serie di Kiss me Licia e quindi va bene così.

Ho finito, che dire, grazie per essere arrivati fino a qui, torno in studio a finire il mio terzo disco, anche se dopo oggi penso che la cover di Gatchaman assolutamente uscirà prima.

Foto di Sebastiano “Ramingo” Bongi Toma

a cura di Marco e Christian Gargiulo

#cartonidannati, la nostra personale indagine nel mondo della musica tricolore. Ai musicisti italiani piacciono i cartoni animati giapponesi? Quali? Perchè? Hanno influenzato la loro visione artistica? Scopriamolo insieme!

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