Thee Elephant – s/t

Thee Elephant

Thee ElephantCD – Gas Vintage, 10 t.

Ad una fugace occhiata non sembrerebbero essere, più che di questo mondo, di una città come Roma. Quattro persone sospese in quel confine che separa la condizione di ragazzo da quella di uomo, certamente dei discepoli del surf, e proprio per questo fautori di un suono imponente, devastante, pesante ed indubbiamente non tale da risultare noioso, affatto. Il nucleo alla base dei Thee Elephant e di un album d’esordio del genere si attinge questo scopo: sviluppare dalle proprie basi dei brani dalla personalità strabordante, dove la voce di Dola J. Chaplin è equiparabile ad un urlo il cui eco, quando risuona, lo fa con immediatezza. Violent surf, appunto: il beat misto a cori beachboysiani di The Fool, il sapore alla Who di In Love Again, l’invito alla psichedelia di Orpheus, tra citazionismi floydiani barrettiani e stonesiani, la sospesa ed allucinata Hole in the Road, momento melodico che fa da collante a ballate come I’m a Loser, una disperata, mossa da un forte crescendo, Here for You, o l’effetto jingle-jangle di That’s Beyond the Pale. E se Go to Spain è permeata di un affascinante mood doorsiano, Home, azzardando, la si può già definire un classico. Quanto basta per considerare questo disco come un esordio spiazzante, che non si porta dietro alcun banale effetto nostalgia, bensì un’attualizzazione delle correnti di cui sopra di alto gradimento.

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