Leitmotiv – I vagabondi

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Leitmotiv - I vagabondiCD – Pelagonia, 10 t.

Taranto non ha mai badato a spese, essendo parte di una Puglia restia a sonorità usa e getta e pertanto tale da inglobare una voce che, nel giro di tre album, ha sempre finito per risultare di alto rilievo per il panorama odierno. Un folk-rock atipico quello dei Leitmotiv, permeato da un’autenticità ed una spontaneità che balzano immediatamente all’occhio: I vagabondi, quarta loro opera in studio, si propone come non tanto il disco maggiormente impegnato, ma probabilmente il maggiormente tirato e sperimentale realizzato dal quartetto. Sul cantato di Giorgio Consoli si staglia un panorama variegato e realistico, dove il folk non manca di certo, come dimostrato dalla beffarda leggerezza di Marinai ed una Testa di paglia intrisa di timore e disperazione, ma soprattutto è in buona compagnia, vista la presenza di cavalcate rock (il singolo Ad occhi chiusi) e divagazioni elettroniche via via sempre più intense (il tex-mex industriale di Sintomatica), eppure accostabili alla moderna corrente d’autore (Coriandoli, vagamente bersaniana, o una title track quasi teatrale), fino alla spinta verso un post-punk sospeso tra il sociale (Niente da perdere) ed il politico (I quindicenni), se non addirittura marce di paese dall’effetto mariachi (Passi) e cadenzate, a tratti visionarie, nel tracciare croce e delizia delle grandi città (Madama Milano, una quasi-ninna nanna di stampo dalliano). Il mondo de I vagabondi è immenso, ma soprattutto costituisce un altro bersaglio centrato, per dei ragazzi sempre all’altezza della situazione.

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