Il teatro degli orrori – s/t

Il teatro degli orrori - s/tCD/LP – La Tempesta, 12 t.

Sono accadute tante cose, ma non è successo niente” nel processo creativo ed evolutivo di una delle band italiane più importanti degli anni zero. Come in una progressione catatonica, il sound di quest’omonimo quarto album – nonostante l’ingresso alle tastiere di Kole Laca (2Pigeons) e della chitarra di Marcello Batelli (Planet Brain, Non voglio che Clara) – prosegue in maniera semplicistica un discorso artistico che appare logorato dal tempo.

Se attraverso Dell’impero delle tenebre e A sangue freddo venivamo sommersi da una foga noise ordita da trame di arpeggi e riff, ne Il teatro degli orrori vi è uno svilimento della complessità sonora. Il muro e la spazializzazione dei suoni che contraddistinguevano brani come Direzioni diverse o E lei venne, sono ora assenti. Lavorare stanca e Bellissima rappresentano gli unici momenti in cui si nota una certa attenzione per gli arrangiamenti – soprattutto per quanto riguarda il complesso intreccio delle chitarre – che, tuttavia, era già presente nei primi lavori.

Una donna, invece, segna una linea di confine all’interno dell’album attraverso il cantato melodico di Capovilla, che sembra aprire la strada ad altri elementi inediti ma che, in realtà, risulta unicamente dissonante rispetto alla solita atmosfera noise.

Il teatro degli orrori, dunque, mostra i limiti di una band che stenta a svecchiare il proprio linguaggio, ed evidenzia una retorica sonora già presente ne Il mondo nuovo.

Daniel Sappino

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