Ronin – Adagio furioso

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Ronin - Adagio furiosoCD/LP – Santeria/Tannen, 9 t.

Certe constatazioni, una volta che si consegue nel proprio operato, in fin dei conti non sono tanto lontane dal divenire: esistono realtà per le quali si può considerare la relativa carriera come una storia suddivisa in capitoli che, di album in album, risultano sempre più zeppi di colpi di scena, di constatazioni della propria maturità artistica. Ipotesi non campata in aria per i Ronin, essendo i loro componenti parte integrante di una creatura che non è solo appannaggio del deus ex machina Bruno Dorella, ma un agglomerato a cui ogni singolo componente successosi ha dato e continua a dare il giusto. Ma se i cambi prima erano parziali, stavolta sono definitivi, visto l’arrivo nella line-up di Cristian Naldi, Diego Pasini e Matteo Sideri, rispettivamente chitarra, basso e batteria. Il risultato è questo Adagio furioso, quinto disco in studio, ulteriore rivoluzione che amplifica quanto precedentemente svelato da Fenice, soprattutto attraverso i possibili tre momenti base dell’opera, non a caso iniziale, centrale e finale: le affascinanti, lievi eppur violente, tinte classiche e barocche sotto forma di archi (di Nicola Manzan) di La cinese, il lento excursus della title track, il mood bipolare di Ex, imbevuta in una seconda parte facente da jam di stampo rock, ma con scariche dal fare heavy/hardcore. Un’apertura di nuove strade che continua là dove i cui vagiti tex-mex della stessa title track risultano maggiormente evidenti nel sapore crepuscolare di Ravenna, ma anche nella più tirata, segnata da un’ossessiva sezione ritmica, quasi dirtythreeiana, Caligula, mentre un allettante caso a parte sono l’incalzante ed onirica Catfish, la galoppata tanto gitana quanto memore di certo prog 70’s Gilgamesh ed un inaspettato blues post-moderno, ossessivo nelle percussioni e nel basso di Pasini, quello di Preacher Man. Ne viene fuori un panorama in cui, salvo il recitato di quest’ultima, l’unica calda voce udibile proviene dai Comaneci ed è insita in quella Francesca Amati pronta ad agire una volta che si è prossimi ai fari elettronici di Far Out. Un valore aggiuntivo ad un “Adagio furioso” che già di per sé cattura, ipnotizza, denota come un personaggio come Dorella ed i Ronin stessi siano l’ennesima conferma.

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