GnuQuartet – Karma (GnuQuartet in Prog)

GnuQuartet

GnuQuartet - Karma (GnuQuartet in Prog)CD – Autoproduzione, 6 t.

L’altra concezione del popolare. Quanto può essere forte il contatto tra la dimensione degli archi e il rock progressivo? Una volta munitisi di violino, viola, violoncello e flauto e recatisi a Genova la cosa risulta già chiara di per sé, essendo gli GnuQuartet dei ragazzi che, soprattutto con Something Gnu, hanno dimostrato di avere molte cartucce a loro favore, distinguendosi da ulteriori nomi che hanno comunque fornito prove altrettanto valide. Il risultato di questo Karma – GnuQuartet in Prog, per quanto rappresentato solo da sei momenti, tra Frank Zappa, Yes, Pink Floyd, Genesis e New Trolls, non tarda a farsi sentire: Peaches en Regalia, per quanto spogliata della sezione ritmica, affascina nella sua nudità, rappresentata dall’operato del duo Roberto Izzo-Stefano Cabrera, Roundabout passa dal Fragile ad un irrobustimento generale, grazie al flauto di Francesca Rapetti, l’aura di inquietudine che permeava in origine The Great Gig in the Sky viene accentuata in un loop percussivo che sa di beat-box acustica, con un’atmosfera maggiormente soul rappresentata dalla performance di Durga McBroom-Hudson, Hairless Heart è il momento classicheggiante per eccellenza ed il 1° tempo: Allegro del Concerto grosso nelle sue distorsioni risulta devoto a quello che allora era il gruppo di De Scalzi e Di Palo. Ma la ciliegina sulla torta è l’unico brano interamente firmato dai ragazzi, quella Stereotaxis dal vago sapore arabeggiante, in un crescendo in cui emerge un’alta fedeltà al concetto di prog, senza risultare banali. Un autentico ‘karma’ che conferma il quartetto in esame come una delle realtà che, in ambito di rifacimenti, sa il fatto proprio.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *