Lettera 22 – Le nostre domeniche

Lettera 22

Lettera 22 - Le nostre domenicheCD – Libellula, 12 t.

Vi era immediatezza, voglia di uscire allo scoperto ed anche con dignità una volta pubblicato, quasi tre anni fa, un disco come Contorno occhi. Uno scenario che oggi lascia spazio alla necessità di distaccarsi, di aprirsi a cambiamenti non radicali, certamente sorretti dalla produzione di Paolo Benvegnù. Le nostre domeniche, per il quartetto di Recanati, è un lavoro non rivoluzionario, ma colmo di soddisfazioni, grazie ad un lotto a volte avente una caratura decisamente british, presente in quel di Finestre aperte, ma anche nelle più accessibili Continentale ed Aironi, altre con una malinconia particolarmente marcata in brani come Contanti, altre ancora con espedienti atipici eppure non lontani dal contesto, come il pianoforte sospeso tra presa diretta e lo-fi che introduce un’eterea Centimetri, una waveggiante 1980, la crepuscolarità e teatralità che agita la title track, e non mancano momenti maggiormente decisi diretti, da I giorni che non c’eri, che continua il discorso iniziato con Calibro ventitrè, a Di un giorno feriale, da una tirata ballata come Drive-in fino all’incalzante Ti chiamo per nome. Aggiungendo una significativa maturazione vocale da parte di Gianluca Pierini quel che ne è emerge è un quartetto che, in fatto di stesura di brani di livello pop-rock, non delude le aspettative.

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