Santo Barbaro – Geografia di un corpo

Santo Barbaro

Santo Barbaro - Geografia di un corpoDiNotte, 11 t.

Come un’entità che, sottopelle, si muove senza mai abbassare la guardia, una creatura inattaccabile, in più occasioni tale da denotare un alto valore intrinseco. Santo Barbaro, proprio per il suo essere fuori dal coro, risponde a cotanta definizione, in quanto nucleo sonoro non incentrato esclusivamente sull’operato vocale di Pieralberto Valli, ma su un amalgama delle molteplici influenze care ad ogni singolo componente. In Geografia di un corpo, quarta opera in studio, tale principio raggiunge un ulteriore consolidamento, passando da Lacrime di androide, talmente cureiana e diaframmatica da risultarne più personale che devota, oltre che a doppio filo con le cupe ed incessanti trame electro-ambient de La necessità di un’isola ed il punk di Ora è il presente, alle vibrazioni sognanti, quasi kuntziane, di Tra gli alberi, dalla necessità di specchiarsi nel blues, furente per Pavlov, catatonico per Finchè c’è vita, lapidario ed ossessivo per il limbo (condiviso con Giuseppe Righini) de In memoria di nessuno, un panorama neubauteniano che raggiunge il suo compimento una volta stagliatosi su Zolfo, senza escludere le peripezie sopitamente autoriali di Cosmonauta, la marcia trionfale e funebre al contempo di Ti cammino dentro ed il fuzz mnemonico e psichedelico di Corpo non menti. Caratteristiche che fanno di Geografia di un corpo un autentico pugno allo stomaco, un’opera significativa ed importante.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *