Cardosanto – Pneuma

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Cardosanto - PneumaWallace/DreaminGorilla, 12 t.

Savona. Un terreno apparentemente arido, eppure base di un humus dall’effetto rivitalizzante, a più di dieci anni di distanza da una semina effettuata tramite sonorità spiazzanti, ruggenti, travolgenti. Di primo acchito è ciò che viene in mente una volta che si ha a che fare con i Cardosanto e con la ristampa di Pneuma, loro unica opera in studio, in concomitanza con la decisione del trio di tornare in attività. Riascoltarlo per chi ha vissuto quel periodo, così come entrarci per la prima volta in contatto per i novellini, significa trovarsi di fronte ad un universo costellato di varie influenze: il math-rock in crescendo de L’acida ritorsione del malumore e la sua sinergia con il free jazz di Mondi, un’indole funk che, dalla sua forma basilare, linfa vitale del loop ossessivo di Cardotrance, si evolve nelle sezioni ritmiche grintose, dissennate e fuori controllo di Sospesa sul ventre, unico momento parlato del lotto, e negli inserti gommosi di una Trema, blasfema dalle tinte hardcore, ulteriormente marcate ne L’assurda storia di Phineas Gage, un misto tra psichedelia, rappresentata dalla vena melodica di Macchine, automatismi, ingranaggi, ed allucinazione in reverse, quella di Camera pneumatica, una continuazione del rumorismo situato nei vari intermezzi. Dati determinanti per capire ciò che Pneuma è stato ed è ancora, e soprattutto che è il caso di riscoprire una volta per tutte un gruppo come i Cardosanto.

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