Metibla – Crimson Within

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Metibla - Crimson WithinAutoproduzione, 2014

Scavando nei pressi di quella fetta di Roma appartenente ad una terra di mezzo, né in ambito pop e di musica d’autore, né nel metal e ramificazioni varie, certamente Riccardo Ponis, con la sua creatura Metibla, merita un discorso a parte, visto ciò che è stato il meritevolissimo Hell Holes (2012). Crimson Within, seconda fatica in studio, amplifica il discorso costruito con tale lavoro, proponendo un artista che non si sollazza con espedienti ludici, ma preferisce cadere preda, per poi impossessarsene, delle proprie puls(az)ioni sonore, secondo un’esorcizzione delle proprie paure che va dall’electro-wave della title track ad una Be My Bloody Baby al limite del punk, dal rock incalzante di Your Goddamn Show a quello allucinato di Become You, cadenzata parentesi industrial-EBM che apre il varco agli ectoplasmi metal e soprattutto post-rock che da Space portano all’apoteosi di Let Me Feed, se non all’indole depechemodiana dell’irruenta Tired. Con essi anche il southern folk terzinato di Nevermore, i suoni grezzi misti ad un’irruenza rurale da one man band di Feeling Fuzzy, l’atipico e distruttivo gospel che apre la ballata del lorro Falling, devota persino ai migliori U2, e gli archi che tracciano la struggente Crawling Worm. Una sofferenza eterna, quella di Metibla, compiuta in modo tale da risultare solo un estremo piacere. Per chi ascolta, ma anche per chi subisce.

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