Der Noir – A Certain Idea of Love

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Der Noir - A Certain Idea of LoveSubsound, 5 t.

A Dead Summer, inizio 2012. Numeri e figure, seconda metà 2013. L’inverno prima, l’autunno poi, e nel mentre non fatica a mostrarsi un evidente ed indissolubile legame tra certi gruppi e l’estate, all’alba come al tramonto. Forse perché ideale periodo in cui prodigarsi nelle proprie follie e fantasie, nel dare ulteriore luce alla propria anima dark-wave, cercando la bellezza in qualunque formato si manifesti. Magari anche tuffandosi in acqua ed in particolar modo, contemporaneamente o meno, innamorandosi. Idea impensabile, di primo acchito, eppure per i Der Noir, attivi dal 2011, un interrogativo che ha la sua risposta già nel titolo: A Certain Idea of Love. Per Manuele Frau, Manuel Mazzenga e Luciano Lamanna l’obiettivo è molto chiaro: cimentarsi in un’impresa prima solo lievemente accennata, ora sul punto di trovare conferma: l’amore lontano dalla sdolcinatezza che passa il convento, l’amore dichiarato e contemporaneamente, se non sussurrato, reso muto, riscontrabile nel ritrovamento del proprio io in quel della brezza marina, tra i garriti dei gabbiani ed il rumore del mare, passo dopo passo: dove non c’è alcuna prova canora ci sono le drum machine che esprimono timore in una cold-wave dall’aspetto marziale ed al contempo sublimata con certa balearic trance che avanza in punta di piedi, quella di Idea of Love, ma anche incarnate nel battito cardiaco che fa proprio lo scorrere di A Cold Kiss, techno e drum’n’bass subacquei dietro cui si nasconde un’ospite come Simona Ferrucci, anima e corpo, voce e chitarra delle Winter Severity Index. Un panorama in cui il mare risulta freddo, ghiacciato, all’estremità dei due poli, una volta che a farsi avanti è il futuristico post-rock di Antartica, ma la cui corrente finisce per essere la diretta protagonista del cadenzato excursus dalle tinte ambient di Albatross, fino al raggiungimento di un tanto auspicato paradiso, quel Blue che, in quanto tepore avente la meglio sulla freddezza, è ancora drum’n’bass, ma soprattutto ambient tout court. In un simile quieto scorrere, una volta tornati sulla terraferma, appare evidente come la presenza di un’opera come A Certain Idea of Love non vada temuta, anzi, risulti graditissima, non solo per godere di quegli ormai passati istanti di una stagione amata ed odiata al contempo. I Der Noir, in una simile evoluzione, ne traggono ulteriore giovamento e confermano il loro status di eccezione alla regola nella dimensione wave di oggigiorno.

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