Dellera – Stare bene è pericoloso

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Dellera - Stare bene è pericolosoMArteLabel, 11 t.

C’è una rilevanza, nell’operato in proprio come in quello legato a formazioni quasi parallele, che suscita maggiore interesse del progetto con cui ci si è resi particolarmente noti che per certi artisti costituisce esclusivamente un enorme vantaggio. Una rilevanza che, nel caso di Roberto Dell’Era, o semplicemente Dellera, non costituisce una semplice chimera, specialmente quando ci si trova di fronte alla constatazione di come, da Colonna sonora originale ai giorni nostri, si siano fatti ulteriori passi avanti a livello compositivo. Là dove l’ipotesi di una pellicola aveva trovato un felicissimo terreno fertile, con questo Stare bene è pericoloso tendere alla forma canzone porta ad un risultato ancora migliore: dove alla base di tutto rimane l’immaginario 60’s, che domina nel racconto hippie di Il motivo di Jimmy, nell’irriverente spensieratezza pop della titletrack, nello psych-gospel di Satellite in orbita e nell’organo di Ogni cosa, una volta, i propri orizzonti si estendono a ballate western (La repubblica dei desideri) ed istantanee tanto soffuse da accennare jam acustiche (Maharaja, con Nic Cester), un intenso scorrere di archi (il romantico duetto con Rachele Bastreghi di Non ho più niente da dire) e vaghi sapori folk (Saremo argento), ma soprattutto la variante rock riflessa nella sinfonia garage di Una testa floreale o una The Constitution che riprende e rafforza il discorso cominciato con Il ragazzo in motocicletta. Con Stare bene è pericoloso Dellera, più che raddopiare la dose, dona meticolosamente al suo repertorio una sempre più straripante personalità. Centro.

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