Kisses from Mars – Not Yet

Kisses from Mars

Kisses from Mars - Not YetNew Model, 6 t.

Post-rock. È complicato dare luogo ad una propria concezione del genere cercando di non risultare derivativi, là dove è stato già detto molto. Un disco come Birth of a New Childhood aveva però dimostrato come si potesse, da Marte verso la Terra, precisamente Ravenna, non tralasciare il valore della personalità, e Not Yet, secondo album dei Kisses from Mars, ne evidenzia la maturazione, in quanto opera avente alla base la sintonia tra il post-rock stesso e la natura, in termini di azione e reazione da parte degli abitanti e della crosta terrestre: Butterfly, dilatazioni come battiti d’ali su un mood in continuo crescendo, facenti il palo con la rivelazione di Land of Starshine, un tappeto rosso dove un ritmo incessante di tamburi e note isolate di pianoforte anticipano l’arrivo del mattino dopo una notte tempestosa; Dissolves, improvvise divagazioni noise come bombardamenti atomici che freddano tempo e spazio, prima di una lunga title track i cui quatti passi sono un beat minimale su cui si muovono degli arpeggi di chitarra cupi, preannuncianti un terremoto; Dreams, flashback di un angolo paradisiaco dove, dominata da una maggiore pacatezza, la fauna cinguetta e frinisce; Naked in the Rain, blues suburbano rivestito da una scorza eterea. Stralci che confermano come il rischio di sembrare troppo degli Explosions in the Sky nostrani sia stato scongiurato grazie ad un lavoro di qualità.

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