The Public Radar – A New Sunrise

The Public Radar

The Public Radar - A New SunriseRBL, 9 t.

A volte delle proprie influenze e fonti di ispirazione, del proprio bagaglio, di quei percorsi talmente paralleli da incrociarsi c’è solo da far tesoro, specie se sono situazioni comuni a musicisti e doppiatori, ed è il caso dei Public Radar: la consapevolezza di Massimiliano Alto, Francesco Conte ed Andrew Mecoli, dopo un EP omonimo, è tale da denotare come questo A New Sunrise non sia un esordio da poco conto. Nelle nove tracce presenti non c’è staticità alcuna, ma si predilige una sinergia tra la scuola dei Depeche Mode, presente nei momenti più intensi (le waveggianti Why Not Me? e You Don’t Love) eppure in sintonia con una certa personalità e freschezza (la title track), ed arrangiamenti che vanno a nozze, senza snobismo alcuno, con il filone da dancefloor (il synth-pop così 80’s da risultare futuristico di Standing on the Edge of the Night, l’EDM sospeso tra la freschezza di certa dance 90’s ed un pop di classe di Voices, una No Music electro-rock), andamenti così incalzanti e tirati (Smoke and Mirrors, la più cupa del lotto) da risultare sospesi e vibranti (Closure, gli echi U2 di Walk on the Light). Un esperimento che, nell’obiettivo dei tre ragazzi, si spinge oltre le basi di origine andando ad un più che buon fine, rappresentato da un album di altissima caratura. Consigliato.

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