Freak Opera – Il libro nero della rivoluzione

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Freak Opera - Il libro nero della rivoluzioneAutoproduzione, 10 t.

In principio fu il teatro-canzone, o almeno un coraggioso tentativo di unire le due correnti rivelatosi in svariate circostanze colmo di soddisfazioni. Oggi, per i Freak Opera, là dove rimane la vena teatrale, prevale un dovuto rafforzamento della seconda componente. Difatti, se l’esordio Restate umani era assai devoto ad un repertorio d’autore, pur con svariate parentesi rivolte altrove, ne Il libro nero della rivoluzione entra in gioco una componente altrettanto significativa per il gruppo: quella che, oltre ad effettive tracce del passato situate nelle devozioni parigine di La grandeur e nel crescendo pessimista e corale di Action for Happiness, presenta la graduale cementazione di un certo songwriting con il rock, dalla dichiarazione, al limite del caleidoscopico, di Mille volte baciami, alla decisiva e blonderedheadiana Avere 90 anni. Così, nella voce di Rocco Traisci, si susseguono gli eccessi, gli abusi ed i disagi, chiavi di lettura di una Creditori della domenica influenzata dalle murder ballads a pari merito con una Paura del sangue prossima ad evolversi in una cavalcata gitana, il punk zingaresco di Fino a domani, le soavi pulsazioni new wave delle chitarre di Leggera come una piuma, la rumorosa prosa post-punk all’acqua di rose di Le gerbere e le struggenti tinte southern di Gli anni migliori. Le dirette conseguenze di uno stadio evolutivo che, per i Freak Opera, farà sempre da scenario a brani di alta caratura. Un libro nero non solo da sfogliare, ma da vivere.

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