VonDatty – Madrigali

VonDatty

VonDatty - MadrigaliAutoprodotto, 10 t.

Le tracce lasciate due anni fa dall’EP Diavolerie avevano delineato in maniera indelebile il profilo di una giovane figura tivolina già molto promettente, come evintosi dai sei brani proposti, e per quanto scrivere il secondo capitolo della “Trilogia della notte” possa risultare arduo, è altrettanto vero che in diverse circostanze ciò possa donare molte soddisfazioni. Il “Barone” VonDatty lo sa benissimo e quello di Madrigali è un autoritratto posto al centro di una tela dove si riflettono, contemporaneamente, molteplici correnti: un songwriting d’autore fatto di vibrazioni noise, sassofoni jazzy e vaghi richiami ad una scuola bolognese (Blueberry), istantanee sferzate punk (Santamarena), situazioni un po’ beatlesiane un po’ dreamy (Il gioco delle ombre), ballate allucinate in crescendo di sei minuti (Disoriente), rock (Il generale inverno, L’amore malato), electro-pop (L’ingranaggio, marcata dalla mano di Giorgio Baldi, già con Max Gazzè), persino un tango forsennato (Maschere di inchiostro nero, con Tommaso Di Giulio). Il tutto in un contesto in cui ad aprire le danze è una ninna nanna come Il fantasma della porta accanto e a chiuderle è la secca e decisa dichiarazione di intenti di Dal tramonto all’alba. Madrigali segna passi da gigante da parte di un ragazzo il cui valore sta proprio nei baffi, dimostrando come la tanto vituperata rinascita odierna del cantautorato non sia poi tanto utopica. Consigliato.

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