Novembre – Traffic, Roma

novembre

9 aprile 2016

Dopo otto anni dall’ultimo concerto e nove dall’ultimo album (senza considerare la ristampa di Classica), non sono mancate le forti emozioni in questo mese: il primo aprile ha visto l’uscita di URSA, e il nove i Novembre si sono presentati al Traffic di Roma per il release party della loro nuova fatica.

Ad aprire la serata si trovavano sul palco i Black Therapy, gruppo romano che suona un melodic death metal abbastanza canonico ispirato dagli immortali Dark Tranquillity. Ripropongono pezzi dal loro ultimo EP e dal loro full-length senza sbavature evidenti o madornali con l’unico problema dei volumi delle chitarre troppo bassi. Ciò ha permesso di ascoltare perfettamente i giri di Alessandro Finocchiario sul suo cinque corde, fantasiosi e inusuali per il genere – ma purtroppo non si trattava di una clinic per bassisti.

A seguire si esibiscono gli immancabili Shores of Null, che abbiamo avuto il piacere di vedere più di una volta al locale capitolino. Come se fossero di casa, il gruppo riesce a fare proprio il palco del Traffic come pochi altri e, complice l’abitudine (probabilmente), l’equalizzazione pressoché perfetta permette di godersi uno show travolgente. Cosa non scontata considerando l’incognita dei pezzi inediti che sono stati collaudati live per la prima volta proprio davanti al pubblico casalingo. Tuttavia, per quanto promettano molto bene, nessuna canzone nuova ha saputo emulare il boato che c’è stato non appena hanno attaccato con Ruins Alive, che sembra già essere diventato un loro classico ormai.

Poco prima che concludessero il loro turno, Davide Straccione, cantante degli Shores of Null, annuncia che il Traffic si è riempito completamente e che i Novembre sono riusciti a fare il pienone. Probabilmente è anche per questo motivo che, a fronte di un Massimiliano Pagliuso totalmente a suo agio, Carmelo Orlando si presenta sul palco visibilmente a disagio (o forse era semplicemente emozionato). Ad ogni modo, nonostante una voce pulita non del tutto perfetta, il repertorio live riesce ad attingere, oltre che dal nuovo URSA, anche da vecchi classici quali Triesteitaliana, Aquamarine, Come Pierrot e The Dream of the Old Boats, ripercorrendo bene o male ogni pubblicazione del gruppo e riuscendo, nonostante qualche imperfezione, a rendere magica la serata.

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