Teho Teardo & Blixa Bargeld – Nerissimo

Teho Teardo & Blixa Bargeld

Teho Teardo & Blixa Bargeld - NerissimoSpecula, 10 t.

Oltre l’ignoto. Il contatto con l’arte ha un significato innato, fatto di tante modalità di espressione e percorsi che se ben seguiti possono davvero celare nuove scoperte, là dove ci si illude di aver già creato tutto. Nuovamente, non una mera sfida, quanto la necessità di tenere fede alla propria condizione attuale. Nelle persone del chitarrista e compositore di colonne sonore Teho Teardo e di Blixa Bargeld, colonna portante degli Einsturzende Neubauten, un disco come Still Smiling ed il successivo EP Spring! sono indubbiamente risultati degli esempi lapalissiani di come ciò possa sempre e comunque essere possibile, tenendo le distanze da possibili clichè e ponendo delle ideali basi ora più che mai assodate per quella che non è solo un’amicizia, quanto piuttosto l’affermazione di un io dal duplice volto, in piena linea con la propria condizione ed il significato di quanto in esame. Nerissimo non è solo il secondo album in studio dei due artisti, ma costituisce una ricerca di luce ed al contempo il suo annullamento, secondo un fine che è tutto nelle note dei dieci brani presenti, e proprio la title track è emblematica al punto di rappresentarne l’andata e il ritorno, in inglese come in italiano, specchio di un cromatismo che culmina nella prevalenza del tutto e che ha voce in capitolo in ogni altro momento presente: in primis The Beast, dove la teatralità raggiunge il suo zenith, là dove è l’artista ad immedesimarsi nell’anima e nel corpo dei propri simili, emulandone, al punto di risultare contingenti, versi e gesti, una diretta conseguenza dello stato di quadro vivente che non è esclusiva prerogativa di copertina, omaggio a Holbein il Giovane, ma non risultano da meno Nirgendheim, sorta di immersione nella confusa psiche umana con un lieve tocco di gotico, e l’ossessivo e misterioso mood fiatistico su cui si incentra l’incontro di Animelle, un excursus gradualmente scevro da paure. A sua volta la comunicazione con il mondo esterno o con il singolo interlocutore emerge in DHX 2, un groviglio catacombale di archi e campane fatto di interferenze come di ricezioni, di dialogo e conseguentemente di speranza, nelle avvenenti armonie di Give Me e in una The Empty Boat recuperata dal repertorio di Caetano Veloso, la cui movimentata saudade viene sovrastata, già dalla chitarra di Teardo, da una certa intimità, ma arriva anche alla narrazione di Ulgae, corde sospese tra distorsioni e rumorismi in un melting pot memore di vecchi cartoni animati, fino al massimo raggiungimento dell’intensità situato in un’Ich bin dabei dominata da un’eco in cui si riflette, al punto di spaccare definitivamente il silenzio, la voce di Bargeld, anche attraverso l’uso di una sezione ritmica maggiormente compatta. Un quadro libero da steccati, dove ogni singolo particolare va gradualmente ammirato per quello che è nella sua evidenza: questo è per Teho Teardo e Blixa Bargeld Nerissimo, un’opera che si spinge ancor più oltre di quanto effettuato precedentemente, permettendo che venga impresso un altro segno indelebile. La bellezza dell’ignoto.

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