Caterina Palazzi Sudoku Killer – Infanticide

Caterina Palazzi Quartet

Caterina Palazzi Sudoku Killer - InfanticideAuand, 5 t.

Uno schema atipico di un gioco che va di pari passo con la realtà, specie se inerente al vasto universo del jazz. Dimensioni più conciliabili di quanto ipotizzato in un’idea il cui nome dice già tutto: Infanticide. Di limiti e capacità Caterina Palazzi è più che conscia in quelle che sono le cinque tracce di questo Infanticide, e l’effettiva conseguenza è l’affascinante amalgama condiviso con altri tre musicisti: la title track è quanto di più jazz-core presente all’interno dell’opera e sembra fondere in salsa noise gli insegnamenti di Baker, Coltrane, forse anche di Davis, in un coacervo di nervi scoperti che son tutt’uno con le corde di chitarra di Giacomo Ancillotto e tutt’altro che carente in termini di pathos; il cadenzato excursus di Hitori è un pendolo che oscilla lasciando emergere una composizione fumosa, funerea, dark, risvegliata da un improvviso andamento del sax di Antonio Raia à la Madness/James Chance; Nurikabe tende al tradizionale, vedendo nel contrabbasso della stessa Palazzi un punto di forza che tornerà successivamente in Masyu, ma in maniera maggiormente marcata, tanto da celare dietro una sezione ritmica di stampo africano un’elettrica trasmutazione fatta di prog e fusion, mentre gli archi di Futoshiki sembrano stendere un velo di disperazione, intervallandosi a demoni interiori di memoria metal e lasciandosi soffocare da conclusive cavalcate psych-stoner, risultando nel complesso parte integrante di un atipico post-rock. Nuove basi di genere che rafforzano Infanticide, fungendo da differente chiave di lettura tale da creare dipendenza. Disco da non sottovalutare.

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