Blackwood – As the World Rots Away

Blackwood

Blackwood - As the World Rots AwaySubsound, 6 t.

Tra Sigillum S, Ashes, Obake e recentemente OssO, per fare solo alcuni nomi, Eraldo Bernocchi o lo si ama o lo si odia, ma la sua è una straripante produttività oggettivamente permeata di un certo fascino, e proprio per questo tale da non poter non sfuggire a nuovi parti, specie se in solo. Blackwood, questa la creatura in esame, non sfugge a tutto ciò e le sei composizioni di questo As the World Rots Away rendono ottimamente l’idea: un buco nero al cui interno la compagnia di chitarra, batteria ed elettronica porta a fantasmi doom, dub e drone che dalla forma primordiale di una soffocante ed affascinante Breaking God’ Spine, come degli ectoplasmi in graduale formazione, finiscono per farsi carne umana una volta che incombe il canto di Putridarium, un incedere di gorgoglii e riff incessanti, ma anche in quel passaggio che separa il nichilismo al centro di Santissima Muerte da una cadenzata Vulture, un crescendo ed un sottopassaggio verso un nuovo mondo, un naufragio che si fa burrasca tra sludge ed ambient in quel di Sodom by the Sea, per poi lasciare in balia della brezza e della calma di Unrecoverable Mistakes. Blackwood è tutto questo, e As the World Rots Away va assolutamente tenuto in considerazione. Consigliato.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *