Ghost – Meliora

Ghost - MelioraLoma Vista, 10 t.

Meliora è un album che supera agevolmente la qualità compositiva del precedente lavoro, attestandosi su uno standard tecnico elevato sin dalla prima traccia, dove è palese l’intento di voler convincere l’ascoltatore di avere a che fare con un lavoro curatissimo, sotto tutti i punti di vista. Al primo ascolto sembrerebbe non esserci un difetto, non una stortura e, paradossalmente, questo è uno dei limiti del disco.

I Ghost sono un fenomeno chimico, come chimico sembra questo album, curato e lustrato con un’attenzione maniacale che non lascia alcuno spazio all’imperfezione dell’anima e della carne, con il solito (ed amatissimo) Tobias Forge, che rilancia continuamente il suo ruolo da reginetta del palco, attirando l’attenzione su di sé e cambiando nome al proprio personaggio con ogni nuovo album. La distanza dal metal si sta facendo sempre più marcata, strada intrapresa già da Infestissimus (2013) e ciò che collega questa band agli headbanger col borchiato di pelle è solo un outfit, pattuito a tavolino.

Tecnicamente i Ghost si sono evoluti, ma la loro He Is l’accompagno a devastanti conati di vomito per la volgarissima orecchiabilità già vecchia nei primi anni ’80, così come avviene con Cirice, traccia osannata dai Ghost’s Lover, che incarna il non plus ultra di un asettico talento che sembra fatto di plastica. Volendo trovare un segno di vita è necessario segnalare l’interessante Mummy Dust, l’unico pezzo dove la finalmente si sente il cattivo odore della vita.

Insomma, bravi esecutori ma nessun metallaro che si rispetti potrà mai riconoscere nella mitria di Papa Emeritus la propria icona, perché scopiazzare King Diamond (a decenni di distanza) non ti rende né un capopopolo né, tantomeno, un innovatore. Almeno così dovrebbe essere, ma pare che il carrozzone dei Ghost sia come un treno in grado di falciare ogni coscienza critica.  A mio avviso, chi conosce il Re Diamante, i Blue Öyster Cult, gli Uriah Heep, i Katatonia e le tante altre band pedissequamente citate in Meliora non dovrebbe sentire alcun bisogno di dare importanza a questo album. Di per sé l’album non è malvagio, ma tutta l’attenzione mediatica attorno alla band rincara pesantemente la dose di aspettative dell’ascoltatore, convinto di avere a che fare con i nuovi eroi del metal moderno. Alla luce di ciò questa sintesi chimica non è destinata a durare, ma ad esaurirsi in una fiammata bluastra.

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