Elli de Mon – II

Elli de Mon

Elli de MonPitshar, 10 t.

Che Elli de Mon fosse un’eccezione alla regola di base delle one man band era cosa risaputa da tempo: una cowgirl che dentro la sua fida chitarra cela un nascondiglio zeppo di sorprese e che a tal proposito non lascia dubbi a riguardo, come si era intuito dall’omonimo e carico esordio. È così pertanto che si ripresenta, con II, titolo esile ma che va dritto al punto, per una seconda prova in cui l’artista sceglie di dare un’ulteriore e possibile marcia in più al proprio repertorio: Ghost è dalle parti del blues nervoso ed allucinato, a sua volta neanche tanto lontano dalla voglia di cedere ad una furia shakerata quale quella di Wild Blues e The Judgement, mentre Zen Song appare più sopita, ma solo di facciata, optando per un mood rock e seguendo una linea sulla quale risulta incalzante anche il boogie scatenato e lievemente schizzato di Grip. Però il clou sta in tutto il resto: Obsession ha una stesura particolarmente grezza, un po’ alla Boss Hog, ed occhieggia tanto al southern rock quanto a certo country; Ouroboros è plumbea, cadenzata e marcata dall’andamento di un organo di stampo 70’s; Requiem For J. situata come è fuori dal mucchio, cela un animo folk, mentre in Black Ego e Unbreakable si trovano i due fiori all’occhiello: meditazione, materia che trascende affondando di nuovo nell’India riemergendone purificata la prima, coacervo di sitar e dilruba la seconda. Il risultato è un disco dove il rafforzamento dell’artista non passa affatto inosservato e rende giustizia alla sua unicità in una sfera, quella delle one woman band, in lenta ma inesorabile crescita.

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